L’AQUILA – Da 6 a 11 liste, con forti incognite a sinistra e al centro della coalizione che potrebbero far pendere il numero nell’una o nell’altra direzione: la complessa galassia del centrosinistra “Vivendo L’Aquila” in vista delle elezioni comunali nel capoluogo, molto probabilmente si definirà con precisione solo dopo le primarie del 9 e 10 aprile che sceglieranno il candidato sindaco tra Americo Di Benedetto, Lelio De Santis e Pierpaolo Pietrucci.

Oltre al Partito democratico, già sovraffollato tra uscenti e nuovi aspiranti consiglieri, è già certa la presenza delle liste Democratici e socialisti e L’Aquila sicurezza e lavoro, mentre è ancora incerta la presenza di Rifondazione comunista, i cui rappresentanti a causa delle divisioni interne potrebbero provare a confluire in altre liste. A cui aggiungere la lista annunciata durante il confronto pubblico a tre di giovedì scorso da Di Benedetto, nella quale è certa la candidatura di Matteo Gizzi, “regista” della mai nata Banca dell’Aquila.

A sinistra, il Movimento democratici e progressisti (Mdp) potrebbe presentare da una a tre liste, nonostante gli auspici dell’ex Sel Giustino Masciocco che ne vorrebbe una sola, ma se costretto ne organizzerà una tutta sua, visto che, dall’altra parte, sia i fuoriusciti dal Pd Fabio Ranieri e Roberto Moretti, sia Luca D’Innocenzo di Territorio Collettivo, lavorano ciascuno a una propria lista che si ispira al neonato partito bersaniano.

Stesse dinamiche all’interno di quello che è stato presentato come “Patto per L’Aquila”, dove non sembra ancora chiaro se i promotori Lelio De Santis (Italia dei valori), Mauro Chilante (Liberali), Gianni Padovani (Partito socialista) e Silvano Sgammotta (Abruzzo civico) daranno vita a una sola lista comune o ciascuno alla propria. Padovani, pur determinato ad agire in proprio, non fosse altro perché autorizzato a usare lo storico simbolo della rosa socialista, ammette di essere in difficoltà a comporre una lista tutta di marca Psi. Un discorso che, presi singolarmente, sembra riguardare tutti e quattro i soggetti, che invece insieme avrebbero tutte le carte in regola per farcela.

Il Pd riparte dagli uscenti, il capogruppo Stefano Palumbo e i consiglieri Antonella Santilli, Alì Salem, Antonio Nardantonio, Tonino De Paolis, Sergio Ianni e Alessandro Mucciante, che da quanto si apprende saranno tutti ricandidati.

Sarà in lista anche il segretario cittadino Stefano Albano che, alla luce della nuova legge che prevede la doppia preferenza di genere, sembrerebbe stia ragionando a un “ticket” con l’assessore Emanuela Di Giovambattista.

Tenteranno una conferma anche gli assessori Maurizio Capri e Pietro Di Stefano, nonostante quest’ultimo non nasconda insofferenze per la politica nazionale del partito. Si ricandida anche il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, che in un primo momento ambiva a una candidatura alle primarie per il sindaco. Ragiona a una discesa in campo anche l’avvocato Alessandro Tomassoni, consigliere territoriale di Santa Barbara, e sarebbe pronto un ticket formato dal consigliere provinciale Fabrizio D’Alessandro e da Valentina Raparelli, sponsorizzato dalla senatrice Stefania Pezzopane.

I bersaniani fuoriusciti dal Pd, che all’Aquila sono un nutrito gruppo, ma è da vedere se riusciranno a trasformare le risorse umane in consenso elettorale, schierano l’uscente Giorgio Spacca e annunciano la candidatura di due studenti superiori, di cui uno rappresentante del liceo scientifico, del medico Guido Iapadre, di alcuni rappresentanti del mondo dell’associazionismo e di almeno un’espressione delle frazioni. Nella seconda lista, a cui darà vita D’Innocenzo, potrebbe trovare posto Luigi Fabiani, coinvolto con Proposta civica, mentre nella terza Masciocco. Non si candida l’assessore Betty Leone.

Venendo alla parte centrale, si ricandida l’assessore al Commercio Pierluigi Mancini, che, sebbene abbia avuto proposte dal Pd, sarebbe determinato a correre con una delle compagini civiche, probabilmente la stessa che raccoglierà le anime che 5 anni fa si ritrovarono sotto le insegne dell’ormai disciolto Alleanza per l’Italia, a partire dal consigliere uscente Marco Cimoroni. Non è del tutto campata in aria, nonostante l’età e le condizioni di salute, una ricandidatura di Giuseppe Ludovici, da sempre sul podio in quanto a preferenze.

Nella eterogenea lista Patto per L’Aquila troverebbero posto, tra gli altri, Pasquale Corriere, per quarant’anni in Consiglio comunale, prima di restarne fuori 5 anni fa per un pugno di preferenze, e il coordinatore cittadino dell’Italia dei valori, Gianluca Capanna.

Sul fronte messo insieme da De Santis, Chilante, Padovani e Sgammotta resta tuttavia da sciogliere il nodo Abruzzo Ccvico: da quanto appreso il movimento che fa riferimento all’onorevole Giulio Sottanelli è tentato da presentare una propria lista, ma non è escluso che possa piazzare i propri candidati in quella più ampia del Patto. Ai nastri di partenza, comunque, ci sono una vecchia conoscenza della politica come Ferdinando Colantoni, a lungo inquilino di palazzo Margherita, ma anche delle novità come Emanuele Legge, psicologo all’ospedale San Salvatore, e Maurizio Soccorsi, infermiere allo stesso nosocomio. Lavora alla lista, ma non dovrebbe essere della partita, il coordinatore provinciale Sgammotta.

Ha l’obiettivo di “riunire le esperienze democristiane e socialiste per dare forma e corpo ad una aggregazione che ambisce a raccogliere delusi del Pd ed ex democristiani che non trovano cittadinanza nel centrodestra”, la lista Democratici e socialisti, a cui lavorano gli ex dipietristi Giuliano Di Nicola, Adriano Durante e Giovanni Cocciante, in rotta con De Santis, e l’ex assessore socialista Giancarlo Vicini. Tra quelli che dovrebbero trovare posto in questa compagine c’è Fabrizio Ferella, già consigliere di circoscrizione con Forza Italia e poi con il centrosinistra.

È già a buon punto la lista L’Aquila sicurezza e lavoro a cui sta lavorando Enrico Verini, che non sarà candidato ma, secondo alcuni, ha l’obiettivo di rivendicare la poltrona di vice sindaco all’indomani delle elezioni, sempre che i risultati lo consentano.

Dovrebbe trattarsi di una compagine eterogenea, tanto che, fianco a fianco, dovrebbero esserci Angelo Mancini e Giuliano Tomassi, entrambi ex dirigenti scolastici, e il promoter Niko Gizzi, uno dei “re” della movida cittadina. Potrebbe essere della partita anche Pierluigi Pezzopane, ex assessore cialentiano, che tuttavia sarebbe combattuto se schierarsi con il centrosinistra o con il Movimento 5 stelle, che vede in prima linea la moglie, Marilena De Ciantis. Dati per certi in lista, poi, Maria Teresa Tatozzi, Mariana Munteanu, Rita Bucchiarone, Fabiano Ettorre, Massimo Biancone, Luca Costantini e Giorgio Fabrizio.

È ancora in piena interlocuzione interna, pur essendo il più piccolo partito della coalizione, Rifondazione comunista, che, tra l’altro, intrattiene un confronto piuttosto alla luce del sole con Appello per L’Aquila di Ettore Di Cesare, con cui vorrebbe schierarsi almeno in parte. E se da un lato c’è il consigliere Enrico Perilli, che alla sua quarta consiliatura non pare avere grosse velleità di ricandidatura a tutti i costi, dall’altro l’assessore Fabio Pelini, qualora non dovessero esserci le condizioni per costruire una lista, potrebbe trovare ospitalità in altre propaggini del centrosinistra.

Incerta la ricandidatura dell’assessore allo Sport Emanuela Iorio, che in un primo momento sembrava destinata a una candidatura nella lista che aveva in mente il sindaco uscente, Massimo Cialente, e che ora pare orientata a candidare il figlio, Vito De Berardinis (che non si chiama Marco, come indicato inizialmente, e che ad AbruzzoWeb ha poi smentito qualsiasi interesse ad impegnarsi in politica). Di sicuro c’è solo la collocazione in una lista civica e non l’adesione al Pd.

Non si ricandideranno salvo sorprese Salvatore Placidi, eletto con i Cattolici democratici, ed Ermanno Giorgi del Centro democratico, mentre l’ormai ex Pd Antonello Bernardi è schierato a sostegno del vice sindaco Nicola Trifuoggi, le cui mosse, tuttavia, sono ancora tutte da decifrare.