L’AQUILA – Si attendono da mesi, come fossero i responsi della Pizia di Delfi, i risultati del sondaggio sulle elezioni amministrative dell’Aquila commissionato dal centrodestra: e invece, nel variegato e mutevole panorama politico nel capoluogo, alla fine a fare davvero il sondaggio sono stati, per ora, quelli del Partito democratico.

Secondo quanto appreso, infatti, già da settimane sono in corso le telefonate per condurre un sondaggio d’opinione su vari candidati di casa dem, i soliti noti rispetto al “totosindaco” in corso ormai da mesi, incrociati con il variegato centrodestra e con il Movimento 5 stelle.

Non mancano le domande di valutazione sul mandato decennale che sta per concludersi di Massimo Cialente e, soprattutto, ai cittadini si chiede di risolvere un dubbio annoso che da tempo attanaglia le mosse del centrosinistra: per il futuro si deve puntare alla continuità o al rinnovamento?

Venendo ai candidati, si chiede ai cittadini di valutare popolarità e affidabilità del vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, e del presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto.

Quest’ultimo, però, non viene sondato al ballottaggio, insomma non viene messo a sfida con le altre coalizioni, nuovo sintomo della scarsa fiducia di cui, a dispetto dei buoni risultati nella società idrica, gode in seno al partito.

Tanto che, come già svelato da questo giornale, non è escluso uno strappo e una corsa in solitaria con uno schieramento civico centrista per puntare a essere determinante.

Lolli e Pietrucci, considerati evidentemente simbolo della continuità l’uno e del rinnovamento l’altro, vengono incrociati con due candidati di centrodestra: il consigliere comunale Luigi D’Eramo, schierato ufficialmente dai salviniani, e l’ex manager Asl Giancarlo Silveri, che guarda caso proprio per giovedì prossimo ha annunciato novità con la probabile nascita di un contenitore civico per riunificare la coalizione.

In più, sempre i due alfieri dem vengono messi a sfida anche con uno dei possibili candidati del Movimento 5 stelle, o meglio della lista civica che rappresenterà i grillini qualora non venga concesso l’uso del simbolo: l’avvocato Fausto Corti.

I risultati arriveranno a breve e c’è da giurare che verranno tenuti rigidamente al coperto dalla segreteria del Pd. Che potrà dirimere i dubbi grazie all’aiuto del partito romano, che finanzierà generosamente l’operazione.

Il sondaggio servirà a scegliere il candidato del Pd che potrebbe, poi, ma non è sicuro, sottoporsi al vaglio di primarie “blindate”, da vincere con percentuali bulgare, contro uno o più aspiranti dei vari gruppi civici e politici di centrosinistra che si vanno a costituire in questi mesi riunendo frange diverse di quel che resta dei partiti.

Un passaggio, quello delle pre-consultazioni, che, al contrario, se il prescelto dem incontrasse consenso unanime, potrebbe essere perfino evitato, abbreviando i tempi e serrando le fila della campagna elettorale. Alberto Orsini