L’AQUILA – Da Alfonso De Amicis, storico esponente aquilano della sinistra di classe, riceviamo e pubblichiamo una riflessione nei giorni in cui la Asl 1 dell’Aquila deve affrontare il gravissimo attacco hacker subito nei giorni scorsi.
La memoria fa difetto. Volutamente si dimenticano si nascondono fatti e circostanze.
Le narrazioni ufficiali, la loro ideologia, non ammettono sbavature. Si sa che l’ideologia è falsa coscienza. E tuttavia se andiamo ad indagare sulla facilità con cui gli attentatori dell’11 settembre poterono muoversi sufficiente disinvoltura nelle maglie degli aeroporti americani, essa risiede nelle falle di una privatizzazione diffusa. Il sistema di sicurezza americano presentò, in quella tragica occasione, falle evidenti.
Questo paradigma ben rappresentata il sistema valoriale degli ultimi anni. Tutto doveva essere privatizzato. Il privato alloca meglio le risorse, ha una sua intrinseca superiorità nella gestione razionale dello Stato e sulla società. Lo slogan “meno Stato più privato” ben riassume il nostro grado di civiltà.
Il patrimonio pubblico è stato investito da questa utopia reazionaria. Il sistema sanitario nazionale, il sistema pensionistico, il sistema scolastico, hanno dovuto sottostare al maglio della privatizzazione.
Dopo la crisi del 2007-2008, i sommi sacerdoti del neoliberismo europeo hanno rilanciato il loro progetto elitario di un’Europa che girasse attorno all’autonomia della Banca centrale europea e alle politiche di austerità della Commissione.
In questi anni, proprio la Commissione ha chiesto ben sessantatré volte (!) ai Paese Europei di tagliare la sanità e di accelerare la privatizzazione degli ospedali. La maggiore pressione è stata esercitata sull’Italia e sulla Spagna.
E la Grecia, in questo intervallo di tempo, è stata annichilita.
Un colpo di Stato morbido attuato con i cannoni della finanza. Tedeschi e francesi gli artefici. I chierichetti della politica italiana, nel frattempo commissariata, ne sono stati fedeli interpreti. Hanno continuato a ridurre negli ultimi anni il numero dei posti letto e del personale medico. Hanno chiuso i piccoli ospedali in nome degli sprechi e del risparmio. Interventi dalle conseguenze letali con un vero e proprio spolpamento del sistema sanitario Nazionale.
La cronica carenza di posti letto di personale, di macchinari e in generale di alta tecnologia, ha portato di decine di migliaia di morti (evitabili) durante la pandemia del Covid-19. In quel mentre abbiamo istituito la giornata dell’Eroe ospedaliero. Guai al Paese che ha bisogno di Eroi!.
Un sistema fragile si espone facilmente a imbrogli a frodi, a furti di vario tipo. Si rischia facilmente di vedere la pagliuzza e di nascondere la trave. I meno giovani ricorderanno Wargames. David, genio dell’informatica, si fece facilmente gioco del server del Pentagono seminando il panico. A forza di privatizzazioni, a forza di tagli (nel linguaggio del politico di turno sono risparmi), le falle e i buchi sono peggio delle toppe.
Apprendiamo dai media, con amara ironia, che per mandare avanti alcuni reparti l’attrezzatura informatica viene donata. I soldi non ci sono. A fine anno il manager può vantare i risparmi. Sostanzialmente in questi anni abbiamo applicato l’agenda Draghi. Agenda a cui si sono attenuti entrambi gli schieramenti.
Il governo Meloni, quello della tanto decantata destra sociale, applica in tema sociale e sanitario politiche più realiste rispetto a quelle pretese dalle gerarchie economiche europee. Guerra e austerità sono diventate inseparabili.
“Voglio dire che è esistito un tempo in cui, pur essendo la questione sanitaria e la questione scolastica, ancor più della questione previdenziale e perfino occupazionale, erano prioritarie ed erano il metro con cui si misurava il grado di civiltà di un Paese. La contrapposizione tra statalismo e mercato non dovrebbe entrarci nulla in questa materia perché la salute e l’istruzione, gli ospedali e le scuole sono beni supremi che non dovrebbero tollerare distinzioni e diseguaglianze, di cui l’intera collettività dovrebbe usufruire e farsi carico. La demonizzazione di tutto ciò che è pubblico e l’esaltazione di ciò che è privato ha cancellato queste elementari verità, ha fatto dimenticare che questi non sono servizi ma valori inalienabili che un sistema fiscale e contributivo proporzionato e progressivo potrebbe e dovrebbe avere queste finalità universali”, scriveva Luigi Pintor 1997.
L’azienda è un organismo composto da persone e beni diretto al raggiungimento di un fine economico e finanziario. Il contrario di un bene pubblico di un sistema di valori universali. Dal 1994 il centrosinistra e il centrodestra hanno governato e quindi gestito la cosa pubblica a livello statale, regionale e locale. Non c’è stato un minimo provvedimento che mettesse in discussione queste politiche.
Dunque, appare oggi ridicolo parlare di attacco hacker alla Asl 1, o di contrapposizioni che sono sostanzialmente finte. Perché azienda e non Unione socio-sanitaria locale?. E invece di essere tutti d’accordo nel mandare armi all’Ucraina, contravvenendo all’articolo 11 della Costituzione, potreste mettervi d’accordo per investire più soldi nei servizi pubblici? Cioè, meno soldi per le armi, più soldi per lo stato sociale?
In tal senso si riacquisterebbe una sovranità politica, avremmo un nostro ruolo sia per le politiche interne che un nostro ruolo nel Mediterraneo che in Europa. La finta contrapposizione tra due finti schieramenti sta arrivando a logorare la democratura. Prima di parlare di oligarchie in altri posti, conviene guardare il proprio ombelico.




