L’AQUILA – “Il Comune dell’Aquila non può fare nulla sul centro polivalente di Roio Piano, se non auspicare che la Curia aquilana, che è la proprietaria, ne affidi al più presto la gestione”.

Risponde così l’assessore al sociale del Comune dell’Aquila Emanuela Di Giovambattista, all’articolo di AbruzzoWeb che aveva denunciato la vicenda del centro polivalente alle porte dell’Aquila realizzato dalla Caritas con 1 milione di euro, inaugurato nel 2012 ma ancora chiuso.

Un centro che dispone di un ampio salone, 6 mini appartamenti con cucina indipendente e già perfettamente arredati, per un totale di 20 posti letto.

L’associazione Autismo Abruzzo Onlus chiede da tempo di poterlo utilizzare per esperienze residenziali e di socializzazione per persone autistiche maggiorenni.

Un centro, però, sottolinea la Di Giovambattista, che diversamente da quelli realizzati a partire da 2010 nelle frazioni di Roio, Sassa, Preturo e Bazzano, non sono stati ceduti dalla Caritas al Comune con la delibera di Giunta 567 del dicembre 2014 e che potrebbero essere finalmente dati in gestione entro l’anno.

“Il terreno sul quale è stato costruito il centro di Roio Piano è privato, acquistato dalla Caritas – ribadisce l’assessore – a differenza degli altri quatto centri costruiti sul terreno comunale. E non si è mai parlato di un passaggio al Comune di quel centro. Il Comune inteso come uffici tecnici sta solo seguendo le pratiche di regolarizzazione e allacci”.

Insomma, il Comune si tira fuori e si concentrerà per il momento a elaborare un bando per dare in gestione gli altri quattro centri polivalenti.

Operazione non facile, perché sarà importante garantirne la sostenibilità economica e la manutenzione ordinaria e straordinaria nel tempo.

La Di Giovambattista spera dunque che Abruzzo Onlus e Curia trovino al più presto un accordo.

“La Curia recentemente ha deciso di dedicare questo centro ad attività in favore della disabilità ed ha proposto alle associazioni dei disabili di prendere in gestione il centro. Ricordo bene la riunione, a cui seguì anche un sopralluogo, in cui erano presenti, oltre alla sottoscritta, il coordinamento delle associazioni disabili, il consigliere Stefano Palumbo, alcuni rappresentanti della Caritas e l’arcivescovo monsignor Giuseppe Petrocchi”.

“Nonostante ci sembrasse una struttura più utile per attività di housing sociale o di pronto intervento sociale – conclude la Di Giovambattista – abbiamo fatto come Comune un passo indietro e lasciato alle associazioni dei disabili la decisione di utilizzarlo o meno, vista anche la volontà della Curia”.