AVEZZANO – Il governo Renzi spiana la strada alla realizzazione della centrale a biomasse Powercrop di Avezzano.

Nel decreto “competitività” approvato con voto di fiducia dalla Camera, all’articolo 30 ter viene infatti introdotta la possibilità di nominare commissari ad acta per garantire l’esecuzione dei progetti di riconversione degli ex zuccherifici, come appunto quello di Avezzano per cui è previsto un progetto, fortemente contestato da cittadini e associazioni ambientaliste, di un impianto dalla potenza di 32 mega watt capace di bruciare  270 mila tonnellate di biomassa l’anno.

Il decreto tornerà per l’approvazione definitiva al Senato. Durissima intanto la reazione del Movimento 5 stelle, i cui deputati hanno votato contro.

Il consigliere regionale M5s Gianluca Ranieri invita la Marsica alla mobilitazione e lancia dure accuse al Partito democratico abruzzese, che “da una parte si dice contrario alla centrale ma poi in parlamento vota a favore di norme che ne favoriscono la realizzazione”.

“Come già al Senato una settimana fa la maggioranza si è ritrovata unita nel voto parlamentare, sconfessando nel nome dell’interesse di partito e di poltrona, le sbandierate manifestazioni di attenzione e di interesse per il territorio. Si stabilisce cioè la nomina di Commissari ad acta che sottraggano agli enti locali il potere di decidere quali opere siano vantaggiose per la collettività e per il territorio. In altri termini, è probabile che alla fine della fiera la centrale Powercrop si farà.

Un provvedimento pressochè identico osserva però M5s è stato già bocciato da una precedente pronuncia della Corte Costituzionale.
Il vizio di incostituzionalità infatti è ben noto ed è stato addirittura sollevato già nella commissione competente per i rapporti tra stato e regioni, dalla relatrice del Pd, Elisa Simoni, che poi però in aula ha votato assieme al suo partito per approvare il decreto.

Non si tratta secondo noi di disattenzione, ma di dolo. Non riusciamo a rimanere indifferenti di fronte all’abuso continuato del mandato conferito dai cittadini, ne possiamo ignorare di essere ormai ad un solo passo da quello che sarà un irreparabile disastro economico ed ambientale di per la provincia dell’Aquila, ma quel che è peggio, non possiamo non essere spaventati e preoccupati di fronte al progressivo ridursi degli strumenti democratici e di partecipazione, a fronte di una sempre più marcata deriva centripeta ed autoritaria”.