L’AQUILA – “Quando la politica non è in grado di svolgere il proprio compito i risultati sono ben visibili e sotto gli occhi di tutti. E’ inimmaginabile infatti che che nel più grande cantiere d’Europa, quello della ricostruzione ci sia un alto indice di disoccupazione nel settore dell’edilizia, e il cementificio Sacci metta i lavoratori in cassa integrazione”.

Lo afferma con rabbia Claudio Gregori, vice sindaco di Barete (L’Aquila) , a seguito della decisione da parte dello storico cementificio Sacci  di mettere in cassa integrazione gli 88 lavoratori del stabilimento di Cagnano Amiterno, a zero ore per sei settimane (dal 18 maggio al 27 giugno).

Con il concreto rischio di chiusura definitiva, che avrebbe pesanti ripercussioni anche l’indotto per un totale di circa 140 unità concentrato nei comuni dell’alta valle dell’Aterno. Si teme infatti lo spostamento della produzione  a Guidonia nel lazio, da parte della nuova proprietà, la Buzzi Unicem. I lavoratori hanno protestato anche all’ultimo Salone della ricostruzione dell’Aquila.

“Non c’è stato – tuona Gregori – l’effetto volano che avrebbe dovuto generare la ricostruzione e appaiono del tutto inopportuni ed  intempestivi gli interventi di tutti coloro che, in questi giorni, stanno correndo al capezzale della Sacci per esprimere solidarietà ai lavoratori interessati. Come al solito c’è la classica ‘ripresa deju lattaru’ o il classico intervento di provvedere alla chiusura della stalla dopo che i buoi sono scappati”.

“Non sarebbe stato opportuno – incalza Gregori – che tutti i comuni del cratere avessero imposto alle ditte e alle aziende, a vario titolo interessate alla ricostruzione/ristrutturazione degli immobili danneggiati dal sisma del 2009, di ricorrere alle maestranze locali così come di acquistare il materiale necessario alle ditte aquilane?”

“ Forse in questa maniera, – conclude Gregori – garantendo le ragioni del mercato locale, il territorio aquilano sarebbe potuto uscire da una crisi economica che lo attanaglia da quel drammatico 6 aprile di sei anni fa.”