PESCARA – “Dubito che il cattivo odore a Pescara arrivi dal sansificio. È ora che il sindaco Marco Alessandrini intervenga, riconvocando con urgenza l’Arta”.

Lo afferma in una nota Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, ritornando sulla vicenda del forte puzzo di escrementi che da due giorni sta infestando l’aria pescarese, con le segnalazioni e le denunce giunte da diversi cittadini.

Ieri l’amministrazione comunale aveva rassicurato la cittadinanza preoccupata per un possibile sversamento di feci in mare, comunicando i rilievi da parte dell’Arta.

“L’odore – la comunicazione dell’amministrazione per bocca degli assessori a Demanio e Ambiente Enzo Del Vecchio, vice sindaco, e Paola Marchegiani – viene prodotto dal processo di estrazione dei polifenoli e materiale organico dalla sansa, effettuato in alcuni periodi dell’anno dalla sanseria che si trova all’ingresso della città, le cui emissioni non comportano inquinamento e danno per la salute dei cittadini. Diverse sono state le segnalazioni arrivate da parte della comunità riguardo al fenomeno, acuito dall’assenza di vento che non favorisce il ricambio dell’aria”.

Ma per Foschi “è assolutamente vergognoso e inaccettabile la posizione di passività assunta dal sindaco Alessandrini e dalla sua Giunta che, a fronte dell’odore nauseabondo di feci che ormai da due giorni sta appestando Pescara, si limitano a commentare di ‘stare tranquilli, passerà’. Il sindaco ha il dovere di intervenire e di garantire la tutela della salute dei suoi cittadini, non possiamo vivere con l’emergenza aria quanto già subito con l’emergenza balneazione la scorsa estate: il sindaco riconvochi con urgenza l’Arta e chieda verifiche immediate per capire cosa sta accadendo a Pescara, anche perché dubito in maniera concreta che quegli odori provengano dal sansificio, come vorrebbe far credere l’assessore Del Vecchio”. 

“I miasmi continuano a permanere su tutta la città e la gente è sfiancata, oltre che spaventata perché ha capito che il sindaco Alessandrini non sa che pesci prendere e soprattutto non ha alcuna intenzione di approfondire la vicenda e tentare di capire quale sia l’origine del cattivo odore, piombato all’improvviso sulle nostre teste – ha ricordato Foschi -. I primi segnali sono cominciati martedì sera, quando però l’odore poteva essere riconducibile a quello della sansa. Ma questo non vale per la giornata di ieri, né tantomeno per oggi, quando la puzza permane e soprattutto è inequivocabilmente riconducibile a quella di escrementi”. 

Il problema, rincara la dose Foschi, riguarda tutta la città, da Porta Nuova, zona via D’Avalos-via Bardet, via Marconi, sino al centro, dunque riviera nord, via del Concilio, piazza Sant’Andrea, via Gobetti. Anche oggi molti cittadini che hanno parcheggiato l’auto in via del Concilio-piazza Sant’Andrea, hanno segnalato un forte odore di feci provenire dall’impianto di sollevamento situato proprio nell’area. E a fronte dell’allarme generalizzato che si è diffuso su tutto il territorio, tanto da finire sui canali etere di Radio Deejay, il sindaco Alessandrini e i suoi assessori Del Vecchio e Marchegiani se ne escono cercando solo di smorzare le polemiche, affermando senza alcun dubbio che la causa è il sansificio, salvo essere clamorosamente smentiti dai proprietari, e che ‘tanto non si può fare nulla, dobbiamo sopportare’. Possibile che un sindaco non sappia che esistono delle normative che impongono la tutela della salute pubblica e la protezione da miasmi ed emissioni atmosferiche che disturbano la popolazione? Ieri addirittura diverse signore hanno avvertito dei malori per nausea in corso Vittorio Emanuele, costrette a chiedere aiuto ai commercianti per restare all’interno dei negozi, sigillati, e cercare di sfuggire alla puzza”. 

“Il sindaco – ha tuonato poi – non può permettersi di archiviare la vicenda come se nulla fosse: convochi con urgenza gli ispettori dell’Arta e faccia eseguire delle analisi immediate; l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ chiede inoltre che vengano anche effettuati nuovi rilievi sul depuratore oltre che sulle condotte fognarie cittadine principali per verificare se le linee e gli impianti stiano funzionando alla perfezione”.

“Dopo quanto accaduto la scorsa estate, con lo sversamento di 30milioni di litri di feci e liquami in 17 ore nel nostro mare, episodio che il sindaco ha deciso di tenere nascosto alla cittadinanza, non possiamo certamente più affidarci alle rassicurazioni verbali di chi ci sta mal amministrando”, ha concluso Foschi. 

FORUM ACQUA, ”PUZZA PUO’ ESSERE REATO”

In relazione al “cattivo odore che appesta l’aria di Pescara da alcuni giorni” il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua si dichiara “esterrefatto dalle dichiarazioni tranquillizzanti che arrivano dagli amministratori del Comune”. 

Infatti, ricorda il movimento in una nota, “esistono da anni sentenze con cui la Cassazione ha chiarito che in determinati casi anche la semplice ‘puzza’ può costituire reato, anche in presenza di emissioni nei limiti di legge”. 

“Come è possibile che al Comune non conoscano le sentenze della Cassazione – prosegue la nota del Forum H2O – tra cui una molto recente che ha stabilito che anche la semplice ‘puzza’ può costituire reato? Scrivono i giudici che ‘il reato di cui all’art. 674 del codice penale (Getto pericoloso di cose) è configurabile anche in presenza di ‘molestie olfattive’ promananti da impianto munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera”. Tra l’altro, precisa la nota, la “sentenza segue altre sentenze di simile contenuto, per cui in casi specifici, che devono essere valutati di volta in volta dal giudice, si può configurare il reato di ‘getto pericoloso di cose'”. 

Il Forum dell’Acqua fa notare che “centinaia di persone stanno protestando in vario modo per l’incontrovertibile disagio alla vita quotidiana che la puzza sta creando. La presenza dell’alta pressione acuisce il problema in quanto i fumi ristagnano. Questa situazione si ripresenta da anni nelle medesime condizioni climatiche”. 

“Consigliamo al Comune di Pescara – conclude la nota – di studiare le carte e valutare attentamente il caso, visto che sostiene di aver identificato anche la fonte del cattivo odore, facendo tutti i passi necessari per chiedere e ottenere la salvaguardia della qualità della vita della cittadinanza. Ricordiamo che il indaco ha il dovere/potere di emettere ordinanze in materia sanitaria se ne ravvisa le condizioni”.