L’AQUILA – “La notizia del decreto ministeriale con cui Banca Tercas spa è stata posta in amministrazione straordinaria desta particolare sconcerto nelle istituzioni politiche locali e regionali”.
Lo annunciano in una nota congiunta il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, e il sindaco teramano, Maurizio Brucchi, dopo la decisione di Bankitalia di porre in amministrazione controllata la storica banca.
“La solidità costruita nel tempo dall’istituto bancario ha, infatti – scrivono i tre – rappresentato, e rappresenta, un punto di riferimento fondamentale nella filiera economico e finanziaria del territorio in cui l’azienda opera. È perciò evidente che gli organi di governo politico locale e regionale leggono con profonda preoccupazione la decisione assunta dal ministero della Economia”.
Secondo Chiodi, Catarra e Brucchi, “non solo l’intervento di commissariamento va a calarsi su di un istituto bancario che da poco meno di un anno aveva accorpato Banca Caripe, dando vita a un progetto di banca del territorio vitale per assistere le piccole e medie imprese e le famiglie consumatrici abruzzesi, ma soprattutto rischia di avere incidenze negative sul tessuto sociale e sulla autonomia del gruppo bancario”.
“Non può essere sottovalutato invero – prosegue la nota – che la salvaguardia della autonomia saldamente perseguita nel tempo da Banca Tercas spa costituisce un valore irrinunciabile specialmente in un contesto economico così frammentato come quello abruzzese”.
Nel sospendere, pertanto, ogni giudizio sulla “perentorietà e la imprescindibilità della determinazione ministeriale”, il Comune e la Provincia di Teramo e la Regione, attraverso i loro rappresentanti, intendono fin da subito rappresentare al commissario nominato da palazzo Koch, Riccardo Sora, e agli organi supplenti investiti dell’amministrazione di Tercas “che le istituzioni non resteranno semplici osservatrici delle vicende interessanti l’istituto di credito, ma vigileranno e interverranno affinché non venga minimamente disperso il potenziale sia in termini di capitale umano, sia in termini di patrimonio espressione di banca Tercas e, in special modo, affinché non sia vanificata la prerogativa di autonomia della azienda bancaria”.






