PESCARA – Le indagini sulla misteriosa morte di Roberto Straccia, lo studente di 24 anni di Moresco (Fermo) scomparso a Pescara il 14 dicembre e ritrovato cadavere il 7 gennaio sul litorale di Bari, si concentrano sempre più sulle strette amicizie che aveva allacciato nella città adriatica durante la sua permanenza universitaria.
Da quanto si apprende dal quotidiano Il Resto del Carlino, l’altro ieri, i carabinieri del Reparto investigativo avrebbero nuovamente sentito tre giovani molto vicini alla vittima. Al momento tutto è tenuto nel massimo riserbo, ma è certo che si sia trattato di un interrogatorio decisamente pressante, che fa seguito all’altro effettuato pochi giorni dopo la scomparsa di Roberto.
Nel corso del lungo faccia a faccia, riferisce il giornale, uno dei tre si sarebbe contraddetto più volte, alimentando forti dubbi sulla versione dei fatti fornita.
Il Resto del Carlino si spinge oltre e afferma che “Anche se non lo dicono apertamente, in quanto le indagini sono coperte dal segreto istruttorio, l’ipotesi dell’omicidio, paventata in questi giorni dai superperiti della famiglia, non sarebbe poi così remota. Sembra sempre più veritiera la pista secondo cui Roberto, senza rendersene conto, sarebbe incappato in qualche amicizia sbagliata che potrebbe essergli costata la vita”.
L’investigatore privato Lucio De Santis, assoldato dalla famiglia Straccia sta lavorando parallelamente agli investigatori, ma preferisce non svelare i particolari degli elementi raccolti.
“Quello che emergerà dalle mie indagini, nel massimo rispetto del mio ruolo – ha dichiarato De Santis al quotidiano – sarà comunicato solo agli inquirenti e alla famiglia. Certo però, che se la ricostruzione dei fatti sulla morte di Roberto fosse stata limpida, a quest’ora la procura della Repubblica avrebbe già archiviato il caso. Se così non è stato, è evidente che ci sono ancora molte cose da scoprire”.
De Santis a tal proposito parla di un lavoro lungo e certosino: “La mia attività è attualmente concentrata sugli orari, il percorso e le frequentazioni di Roberto. Solo dopo un’attenta analisi dei dati raccolti si potranno trarre le prime conclusioni”, ha concluso l’investigatore privato.
LE RICOSTRUZIONI DEGLI ULTIMI MOMENTI DELLA VITA DI ROBERTO NELLA PUNTATA DI “CHI L’HA VISTO?”
Nel frattempo nuove ipotesi sulla morte del ragazzo di Moresco sono state avanzate ieri sera durante la puntata di Chi l’ha visto?
Il programma, condotto da Federica Sciarelli ha cercato di ricostruire gli ultimi momenti di vita del ragazzo, del quale si sa solo con certezza che uscì di casa intorno alla 14.30 per andare a correre.
Ancora nessuno si è fatto avanti per dire se il ragazzo quel giorno fosse arrivato o meno sul molo nord, quindi al momento si procede solo sulla base di supposizioni.
A Pescara purtroppo non c’è una telecamera che riprenda quel tratto di strada. Più lontano ci sono due telecamere, una delle quali avrebbe anche potuto riprendere quel percorso, se puntata in quella direzione.
Ma quel giorno erano in funzione queste telecamere? Proprio il titolare della ditta installatrice ha dichiarato ai microfoni di Chi l’ha visto? che il 14 dicembre, giorno della scomparsa di Straccia, quelle telecamere non erano attive.
Al molo Sud invece, sempre a detta del titolare, erano attive tutte le telecamere, però direzionate sul fiume.
Il consulente nominato dai familiari di Roberto ha affermato che probabilmente il ragazzo avrebbe percorso il molo Sud, ma la telecamera, se così fosse, lo avrebbe ripreso, invece non c’è nessuna immagine che mostri Roberto entrare nel suddetto molo.
Ci sono, invece, le testimonianze di alcuni cittadini che raccontano di un cane, un pitbull nero molto aggressivo, addestrato, secondo testimoni, ad attaccare, che veniva lasciato spesso dal padrone senza museruola e senza guinzaglio.
Secondo le ricostruzioni del programma della Sciarelli, Roberto potrebbe essere inciampato e caduto in acqua proprio perché inseguito o aggredito dall’animale.
Il ragazzo, infatti, per sfuggire al pitbull sarebbe inciampato nelle corde di sicurezza che costeggiano il molo e sarebbe caduto in acqua.





