L’AQUILA – Diventano due le interrogazioni parlamentari sul caso della proroga-bis per i rettori delle università italiane dopo la nuova interpretazione di un codicillo della “riforma Gelmini”.
A quella della deputata dell’Unione di centro Paola Binetti, si è aggiunta infatti quella dell’onorevole Mario Pepe, ex Popolo della libertà che oggi fa parte del gruppo misto e che nel suo testo cita esplicitamente il caso dell’Ateneo aquilano.
Pepe ricorda al ministro Francesco Profumo che “fonti giornalistiche, mancando specifici atti ministeriali, sembrerebbero confermare che l’interpretazione data dalla direzione università del Miur andrebbe nella direzione di considerare possibili proroghe di due anni invece che di una, contro il dettato e lo spirito della legge 240/2010 interpretando capziosamente il termine ‘adozione’ degli statuti”.
“Risulta addirittura – aggiunge – che alcuni rettori in carica già prorogati, in particolare il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, abbia rilasciato agli organi di stampa dichiarazioni atte a precostituire l’annullamento e impedire il regolare svolgimento di elezioni del nuovo rettore già convocate dal decano a norma di legge”.
Il parlamentare sottolinea poi che “un rettore fruitore di una doppia proroga contro legge andrebbe a nominare i componenti del consiglio di amministrazione”.
Per questo, Pepe chiede di sapere “se sia possibile che dirigenti ministeriali, possano essere chiamati all’interpretazione di leggi, con significato cogente per le amministrazioni universitarie. Se il ministro non ritenga opportuno emanare disposizioni chiarificatorie in merito all’interpretazione dell’articolo 2 della legge 30 dicembre 2012, numero 240 per quel che riguarda la proroga del mandato dei rettori universitari Quali ulteriori iniziative intenda adottare ai fini della piena attuazione della citata legge di riforma del sistema universitario”.





