SULMONA – “Equitalia come al solito sta facendo valere la legge del più forte”.

Lo afferma l’avvocato Carlo Ponticiello in merito alla vicenda che lo vede creditore verso la società di riscossione di 1.600 euro culminata con l’intervento dell’ufficiale giudiziario nella sede aquilana di Equitalia.

“Ad oggi non ho ricevuto alcun assegno – sostiene il legale napoletano – e senza mettere in dubbio che c’è una spedizione del 28 agosto, dico che Equitalia fa autogol perché il 28 agosto è una data successiva di 4 giorni alla mia onerosa trasferta Napoli-L’Aquila per dare l’incarico all’ufficiale giudiziario. Nelle cartelle esattoriali che notifica ai contribuenti, Equitalia dà 60 giorni di tempo, dopo di che aumenta a dismisura gli importi e blocca le auto. Io ho aspettato quasi tre mesi”.

“Prendo atto con molto stupore che Equitalia non ha beni propri – aggiunge il legale – e che non ha una cassa propria. Si vede, ma sto ironizzando, che non percepisce alcun reddito dalla propria attività di riscossione. La somma che Equitalia non mi riconosce sono le indennità di trasferta fuori circondario, per l’esattezza, le trasferte successive alla sentenza del giudice, alle quali sono stato costretto in seguito alla loro inadempienza nei confronti della stessa sentenza”.

“E la cosa gravissima – incalza l’avvocato – è che in merito alle trasferte che sono previste dalla normativa deontologica, non possono essere previste dal giudice in quanto successive alla sua sentenza. Equitalia ha praticamente e candidamente riconosciuto di aver autoridotto l’importo dovuto, cosa assolutamente non legittima. Tanto per essere chiari è come se un utente si recasse agli sportelli per dire: Ti pago solo la metà della somma della cartella esattoriale. Sono sicuro Equitalia non sarebbe d’accordo”.