L’AQUILA – “Il presidente Chiodi si lamenta per gli ‘schizzi di fango’, il ‘tritacarne mediatico’ e le indiscrezioni che appaiono sulla stampa. Comprendo i suoi sentimenti di persona che si sente offesa nella dignità e onorabilità. Nell’esprimere il suo sdegno però Chiodi sbaglia indirizzo. Non è certo con la stampa che deve prendersela ma con se stesso e con il suo partito”.

È questo il punto di vista di Maurizio Acerbo, consigliere regionale del Prc. “Non è colpa della stampa né dell’opposizione – aggiunge – se il coordinatore nazionale del suo partito Denis Verdini gli passa al telefono l’imprenditore Fusi. Non è colpa della stampa e dell’opposizione se una ‘cricca’ è sotto inchiesta anche in relazione alla ricostruzione aquilana”.

“Che intorno al Pdl – continua Acerbo – si addensino una miriade di inchieste giudiziarie non è responsabilità certo dei giornalisti e se in giro per l’Abruzzo viene considerata verosimile anche l’ipotesi di un suo coinvolgimento nelle indagini è perchè è diffusa la sensazione che troppe illegalità siano ancora in atto, magari importate dagli ambienti romani che contano. Se Chiodi non voleva mettere a rischio la propria onorabilità probabilmente non doveva iscriversi al Pdl”.

“Troppo spesso – conclude Acerbo – le voci si sono tradotte in fatti giudiziari nella cronaca recente dell’Abruzzo e quindi e’ fisiologico che la stampa cerchi a volte esagerando di anticipare eventi ritenuti possibili”.