L’AQUILA – “Abbiamo scoperto che alcune casette costruite in zone a rischio idrogeologico sono state affittate da aquilani già rientrati a casa dopo i lavori di ricostruzione, a operai o altri inquilini a bassissimo prezzo”.

Lo svela ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, affrontando il tema dei manufatti temporanei costruiti in zona a rischio nel post-sisma del 2009.

Cialente conferma alcuni degli strali dell’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che ai microfoni di questo giornale lo ha accusato di non aver firmato alcun atto di sgombero, come annunciato in una nota, “ma lo farò a breve, lo stanno preparando i dirigenti Domenico De Nardis ed Eugenio Vendrame”.

Il sindaco fa comunque presente che “sono sempre valide le ordinanze di demolizione fatte negli anni scorsi: per ora sono 20, ma sugli altri manufatti dei 134 a rischio stiamo facendo accertamenti. Abbiamo vinto i ricorsi al Tar – prosegue – ora le casette abusive saranno acquisite dal Comune ai sensi di legge, verranno espropriate e poi demolite”.

Quanto all’accusa giuliantiana di aver diffuso il comunicato stampa anche per tutelarsi da eventuali rischi giudiziari come quelli in cui sono incappati i colleghi sardi dopo il disastro naturale, Cialente fa notare che “la mia nota è della mattina di lunedì 18, le indagini sono partite dopo. Il mio problema non è la procura, ma la vita della gente – prosegue – Giuliante invece è come De Matteis, vorrebbero fare una campagna elettorale senza idee per la città, una modestissima campagna sui pettegolezzi da portici, solo che i portici ora non ci sono più”.

Ancora a Giuliante, “mi colpisce che faccia polemiche invece di preoccuparsi dei suoi compiti di protezione civile, è un controsenso allucinante. Qual è la sua idea sulla messa in sicurezza del fiume Aterno? Il piano del suo commissario Adriano Goio è stato bocciato dal Tar, lui lo ha commentato?”, conclude Cialente.