L’AQUILA – Prosegue la guerra a distanza tra l’assessore regionale del Popolo della libertà Gianfranco Giuliante e il collega di banco all’Emiciclo e vice presidente dell’assemblea Giorgio De Matteis (Mpa). Sullo sfondo le elezioni della prossima primavera dell’Aquila, con l’esponente autonomista pronto a scendere in pista con uno schieramento di centro e Giuliante che prova a sbarrargli la strada in tutti i modi.
Dopo il dirigente del settore Urbanistica della Regione Francesco D’Ascanio, attaccato duramente per la questione relativa alle aree bianche del comune dell’Aquila, di cui era ex commissario ad acta, questa volta a finire in mezzo alla polemica tra i due è il presidente provinciale dell’ordine degli architetti, Gianlorenzo Conti.
Conti, nei giorni scorsi, si era recato alla Struttura di gestione dell’emergenza (Sge) per chiedere, ottenendolo, un terzo sopralluogo su un fabbricato già dichiarato per due volte agibile.
Una circostanza in contrasto con la norma, come segnalato da Giuliante: “il decreto numero 15 del commissario delegato per la ricostruzione, all’artico 2, prevede che dopo due o più esiti concordi di cui uno richiesto dall’interessato circa la revisione dell’esito originario non si procederà all’esame della nuova richiesta di ripetizione del sopralluogo e l’esito verrà considerato definitivo”. Un deroga, quindi, quella concessa a Conti, definita da Giuliante “ad personam”.
La risposta del presidente dell’ordine non si è fatta attendere: “l’assessore ha una particolare attenzione nei miei confronti che ha a che fare con altre motivazioni, che personalmente ignoro”.
“Che io non ho particolari motivi di contrasto nei suoi confronti – è la controreplica sibillina di Giuliante a Conti – emerge chiaro soprattutto se volesse tener conto del fatto che ho volutamente omesso, nella prima lettera, quanto accaduto tra il diniego alla sua richiesta da parte di Roberto Petullà (coordinatore della Sge, ndr) e il ripensamento che lo stesso ha avuto, e cioè, che lei si è fatto accompagnare in Sge da un noto politico”.
Il “noto politico” cui fa riferimento l’assessore regionale, a quanto si apprende, è per l’appunto De Matteis.
Dalla vicenda Giuliante ha preso spunto per chiedere al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, “un immediato intervento atto a definire nuove procedure o, laddove possibile, al ripristino delle previsioni del decreto 15. Ad oggi i due terzi delle nuove perizie hanno cambiato il profilo degli edifici e come noto ciò comporterà un aumento della spesa non previsto e del quale non è possibile stabilire l’entità”.
“Il ripristino di una condizione di uguaglianza tra quanti si trovano nelle medesime condizioni deve essere immediatamente perseguito – ha reclamato Giuliante – Si chiede inoltre vengano date spiegazioni esaurienti circa il fatto che dopo aver chiesto parere alla Struttura tecnica di missione, che aveva sconsigliato la deroga, la Sge ha ritenuto in contrasto con un decreto vigente e con un parere negativo di riaprire i termini, creando disparità di trattamento tra soggetti in eguale condizione arrivando sinanco ad assumersi senza nessuna copertura legislativa la responsabilità di esborsi di entità non prevista e non prevedibile”.
Una battaglia che, al di là dei personalismi, rischia di aprire un fronte inaspettato: se dovesse passare la linea che sono possibili le terze verifiche di agibilità ci sarebbe una rincorsa da parte dei cittadini a chiedere nuovi sopralluoghi, cosa che richiederebbe un enorme impiego di personale e potrebbe spianare la strada a un aumento incontrollato della spesa per la ricostruzione “leggera”, cioè quella relativa alle case con esiti “A”, “B” e “C” che, invece, da più parti, si dà per conclusa.
LA LETTERA DI GIULIANTE SULLE CASE ”A”
In riferimento alle problematiche connesse alla riapertura dei termini per la verifica delle case “A”, attuate in deroga dai vertici della Sge, in considerazione che tali richieste continuano ad arrivare, che alcune sono state già accolte, che sono già stati espletati i sopralluoghi e che il risultato ha cambiato il profilo da agibile in inagibile, chiedo al commissario di governo un immediato intervento atto a definire nuove procedure e/o laddove possibile al ripristino delle previsioni del decreto numero 15.
Ad oggi i 2/3 delle nuove perizie hanno cambiato il profilo degli edifici e come noto ciò comporterà un aumento della spesa non previsto e del quale non è possibile stabilire l’entità.
Il ripristino di una condizione di uguaglianza tra quanti si trovano nelle medesime condizioni deve essere immediatamente perseguito.
Si chiede inoltre vengano date spiegazioni esaurienti circa il fatto che dopo aver chiesto parere alla Stm, che aveva sconsigliato la deroga, la Sge ha ritenuto in contrasto con un decreto vigente e con un parere negativo di riaprire i termini (30 agosto 2010 e/o trenta giorni successivi nei casi previsti), creando disparità di trattamento tra soggetti in eguale condizione arrivando sin anco ad assumersi senza nessuna copertura legislativa la responsabilità di esborsi di entità non prevista e non prevedibile.



