CHIETI – La Digos sta indagando su una presunta manomissione di cavi sulla linea ferroviaria Adriatica, all’altezza di Casalbordino (Chieti),  un atto doloso che ha causato disagi alla circolazione sui binari per circa nove ore.

Tra le piste seguite, secondo quanto riporta il Centro, c’è anche quella del sabotaggio, considerati i precedenti  simili registrati in Italia nelle ultime settimane.

Gli investigatori scandagliano siti e canali sui quali, nel recente passato, i movimenti anarchici hanno rivendicato gli attentati incendiari di Bologna e Pesaro.

Ma almeno fino a ieri sera, non c’erano evidenze e,  visto che  la manomissione è stata fatta anche in modo grossolano,  non si esclude l’ipotesi del tentativo di furto o della bravata. Fermo restando che, in corrispondenza del tratto in questione, fino a poco prima del danneggiamento, erano in corso interventi di ammodernamento.

L’allarme è scattato alle 13.55, quando la centrale operativa di Pescara di Rete ferroviaria italiana (Rfi) ha smesso di ricevere segnali dal tratto compreso tra le stazioni di Fossacesia-Torino di Sangro e Porto di Vasto. Per ragioni di sicurezza la circolazione è stata interrotta all’istante e sono intervenute le squadre d’emergenza per verificare il perché del malfunzionamento.

È emerso subito che alcuni cavi di servizio per la funzionalità della tratta erano stati tagliati. A quel punto è partita la segnalazione alle forze dell’ordine. Sul posto, due chilometri al nord di Casalbordino, sono giunti gli agenti della Polfer, della Digos e della Scientifica. I treni hanno accusato ritardi superiori a 60 minuti.