L’AQUILA – Il gruppo consiliare “L’Aquila coraggiosa” ha convocato oggi una conferenza stampa per denunciare come, “in assenza di qualunque dibattito pubblico, la ASL e l’Amministrazione Comunale abbiano deciso di collocare all’interno dell’Ospedale San Salvatore, e precisamente presso l’edificio Delta 7, l’unica Casa di Comunità prevista per il Comune dell’Aquila”.

Per L’Aquila coraggiosa, la collocazione all’interno dell’Ospedale “è inspiegabile e concentra in un unico luogo l’assistenza ospedaliera e quella territoriale contraddicendo il principio stesso di territorialità. Inoltre si concentrerebbe l’assistenza sanitaria a L’Aquila Ovest lasciando sguarnito il territorio ad Est della città. La scelta del luogo sembra dunque più dettata da criteri economici che di funzionalità, più attenta alle esigenze dell’ospedale che a quelle della popolazione”. Invece opportuna è la collocazione  “a Collemaggio presso l’ex Ospedale psichiatrico rispettando i vincoli di legge con una visione strategica della città che utilizza gli spazi disponibili per rispondere ai bisogni e ai diritti delle cittadine e dei cittadini”.

LA NOTA

Le Case di Comunità sono strutture programmate e finanziate  dal PNRR  aperte 24 h su 24 per 7 giorni alla settimana per offrire alla cittadinanza assistenza sanitaria e sociosanitaria che, come si legge nel decreto ministeriale di riferimento(DM 77 del 23 maggio 2022),devono essere “facilmente riconoscibili e raggiungibili” e devono garantire assistenza medica, infermieristica, psicologica e sociale oltre che identificare i bisogni sanitari del territorio e orientare le cittadine e i cittadini verso la risposta più efficace per il loro problema.

Scopo di queste strutture è non solo offrire servizi di prossimità ma anche decongestionare gli Ospedali evitando carichi di lavoro inappropriati.

E’ evidente che a fronte di queste caratteristiche la collocazione all’interno dell’Ospedale è inspiegabile e concentra in un unico luogo l’assistenza ospedaliera e quella territoriale contraddicendo il principio stesso di territorialità.

Inoltre si concentrerebbe l’assistenza sanitaria a L’Aquila Ovest lasciando sguarnito il territorio ad Est della città. La scelta del luogo sembra dunque più dettata da criteri economici che di funzionalità, più attenta alle esigenze dell’ospedale che a quelle della popolazione.

Alla direzione della Asl e al Sindaco dell’Aquila poniamo queste domande:

E’ possibile garantire un’adeguata assistenza socio-sanitaria alla nostra città prevedendo una sola Casa di Comunità?

E’ possibile decidere luogo ed edificio in cui collocare la Casa di Comunità senza aver discusso come funzionerà, con quale personale, con quale rapporto con i servizi territoriali già esistenti (consultori, centri di salute mentale, centri di riabilitazione…)?

E’ possibile programmare il lavoro delle Case di Comunità senza aver risolto la questione dei nuclei di cure primarie dal momento che lo stesso decreto 77 prevede un rapporto stretto tra le Case e le associazioni di Medici di medicina generale senza le quali sarebbe difficile garantire un’assistenza medica capillare sul territorio?

E’ possibile avviare una riforma dell’assistenza territoriale senza aver coinvolto i soggetti interessati? Sempre il DM 77 definisce obbligatorio il coinvolgimento della comunità locale attraverso le associazioni di cittadini, pazienti, caregiver.

La nostra risposta a tutte queste domande è NO.

Chiediamo alla direzione della ASL e al Sindaco Biondi in quanto autorità sanitaria:

di escludere la collocazione della Casa di Comunità nel Delta 7 dell’Ospedale San Salvatore e valutare la possibilità di avere due Case a L’Aquila razionalizzando la presenza di Case nel territorio dei Comuni vicini

di procedere subito alla sostituzione dei medici pensionati dei nuclei di cure primarie dal momento che non ci sarebbe aggravio di costi rispetto al precedente bilancio(o si punta a risparmiare sempre a danno della salute dei cittadini?)

di rendere pubblici il numero, la qualifica e le modalità di reperimento del personale da impiegare nella nuova struttura.

di convocare un’assemblea pubblica per spiegare alla cittadinanza dove e come si intende organizzare il lavoro delle Case di Comunità e conoscere le aspettative degli utenti del Servizio Sanitario Pubblico.

Siamo convinti che una Casa della Comunità dovrebbe essere collocata a Collemaggio presso l’ex Ospedale psichiatrico rispettando i vincoli di legge con una visione strategica della città che utilizza gli spazi disponibili per rispondere ai bisogni e ai diritti delle cittadine e dei cittadini.

Attendiamo risposta alle nostre domande e comunque ci faremo carico di mobilitare la cittadinanza perché difenda il suo diritto alla salute.