L’AQUILA – Dopo il caso degli studenti espulsi dalla residenza universitaria Campomizzi, arriva un’altra tegola per l’Azienda per il diritto agli studi universitari.
Altri quattro studenti infatti, che sono stati espulsi in maniera assolutamente più violenta dalla Casa dello Studente, in via xx settembre, alle ore 3.32 del 6 aprile 2009, hanno definitivamente perso la loro borsa di studio.
Miracolosamente scampati alla morte ed estratti dalla parte crollata dell’edificio, Cinzia, Ana Paola, Hisham e Stefania hanno visto morire i loro otto amici. Ma sono tornati all’Aquila e hanno ripreso non senza difficoltà a studiare.
Il trauma è ancora talmente grande in loro che non riescono a sostenere il numero di esami di un tempo, quello previsto dalla normativa per accedere alla borsa di studio.
“È come se il terremoto non ci fosse stato” spiega l’avvocato Wania Della Vigna, che segue questi ragazzi nel procedimento penale sul crollo della Casa dello Studente e che già aveva sollevato il problema insiema a quello degli espulsi dalla Campomizzi in una lettera aperta alle istituzioni.
“Si chiede a questi ragazzi – prosegue – di sostenere lo stesso numero di esami che veniva richiesto prima del 6 aprile, senza considerare il loro trauma. Ci vorrebbe una normativa ad hoc che tuteli situazioni come queste, come anche quelle di chi ha perso con il sisma un familiare”.(e.m.)
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