“L’AQUILA – Accanto alla vicenda penale, leggendo tra le carte prima della procura e poi del giudice ci sono responsabilità civili che si aggiungono a quelle penali sul crollo della casa dello studente il 6 aprile 2009”.

Così, in un incontro con la stampa, l’avvocato teramano Wania Della Vigna ha annunciato l’azione civile che promuoverà per conto di 4 ragazzi sopravvissuti e dei familiari delle vittime contro i responsabili civili, Regione Abruzzo, proprietaria dello stabile crollato, e Adsu, che lo gestiva, con una richiesta di risarcimento danni il cui importo non è stato reso noto ma dovrebbe essere di circa 2 milioni di euro, raddoppiando le provvisionali già disposte nella sentenza penale dal giudice Giuseppe Grieco.

L’istanza è contenuta in un atto di citazione nell’interesse delle parti contro i due enti, presentato oggi in tribunale, di circa 200 pagine. “Le carte gridano giustizia, quella civile si aggiungerà a quella penale”, ha detto il legale, che nel processo penale ha assistito 11 parti lese tra ragazzi sopravvissuti e familiari di alcune delle vittime.

La citazione è stata preceduta da lettere di messa in mora inviate dalla legale ai due enti “ma nessuno ha mai risposto”, e si è resa necessaria dopo che, con l’ammissione al rito abbreviato di 8 dei 10 imputati, sono caduti i responsabili civili citati in giudizio nel processo penale.

“Quattro imputati sono stati condannati, sono garantista e ci saranno altri gradi di giudizio, ma ci sono responsabilità civili che vanno separate da quelle penali”, ha proseguito.

“Per le leggi di questo Stato, il proprietario di un edificio è responsabile del suo stato e deve fare in modo che non procuri danni ad altri – ha spiegato – Questo la Regione non poteva non saperlo ma dagli atti emergono precise responsabilità. C’erano vizi originari nell’edificio ma l’ente avrebbe dovuto controllare ed effettuare manutenzioni”.

Per quanto riguarda l’Adsu, “ha precise responsabilità che si aggiungono a quelle della Regione. Innanzitutto, il rapporto di locazione – ha evidenziato – i ragazzi ce l’avevano con quell’azienda. I ragazzi erano meritevoli, avevano crediti per entrare nella casa. Il locatore ha precisi obblighi di mantenere la cosa idonea allo stato”.

“inoltre questi ragazzi avevano un contatto sociale verificato con l’Adsu e i suoi tecnici, hanno chiesto controlli ma non sono mai stati fatti. L’unico controllo c’è stato il 30 marzo da parte del condannato Sebastiani, ma è durato una sola ora”.