L’AQUILA – “Finalmente abbiamo la certezza che il processo potrà continuare all’Aquila: è una svolta positiva, per quanto possa avere valore la parola ‘positivo’ in questa storia”.

È soddisfatta Antonietta Centofanti, portavoce del comitato dei familiari delle vittime dei crolli alla casa dello studente, pochi minuti dopo aver ricevuto la notizia della bocciatura dell’istanza di rimessione al giudice di Campobasso.

“È quello che volevamo – conferma – Non si poteva espropriare la città di quanto accaduto, dei processi, né della possibilità di combattere per i propri morti. È anche la conferma che non ci sono mai stati episodi di violenza, né un clima di caccia alle streghe, come si è detto. E che la Procura ha avuto un atteggiamento sereno e lucido”.

Il mancato trasferimento eviterà anche di ricominciare il processo daccapo, abbreviando i tempi.

“Avremmo perso otto mesi, forse un anno – ipotizza la Centofanti – così possiamo andare avanti: questo sarà un processo complesso, con perizie, controperizie, appelli, sarà impossibile stare nei termini. E noi non dimentichiamo lo spauracchio del ‘processo breve’, che sarà riproposto”.

Si riparte il prossimo 23 ottobre, quando sarà conferito ufficialmente l’incarico al super-perito Maria Gabriella Mulas, che prenderà visione dei quesiti posti dalle difese che dovrà chiarire con le sue analisi. “Naturalmente ci saremo”, promette la Centofanti. (alb.or.)