L’AQUILA – “In tempi molto breve sarà finalmente approvata la progettazione definitiva del palazzo dei Quattro cantoni, a cui seguirà il bando di gara. Spero di poter tagliare invece il nastro dell’avvio lavori entro l’estate per la sede di via sant’Agostino”.
Ad annunciarlo è il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, intervistato da Abruzzoweb a margine della seduta in video conferenza che ha approvato all’unanimità il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio per gli anni 2020-2020 con riferimento ad una delle grandi incompiute della ricostruzione post sismica 2009 del capoluogo d’Abruzzo: il grande edificio tra corso Vittorio Emanuele, via Patini e via Sallustio, e che ospitava prima del sisma la biblioteca, il Convitto Nazionale, e il liceo classico.
Il secondo riferimento è invece alla sede provinciale di via Sant’Agostino, nei pressi dell’omonima chiesa e della villa comunale, che ospitava gli uffici dell’ente, delocalizzati dopo il sisma in via Monte Cagno.
Nell’intervista Caruso torna a chiedere una semplificazione dell’iter di realizzazione delle opere, visto che ad esempio per adeguare una scuola, “occorrono in media 8 anni”, critica la legge Delrio che ha declassato le province, con presidenti e consiglieri costretti a lavorare gratis, dovendosi però occupare di deleghe importanti, a loro rischio di resposabilità legale, come la viabilità e l’edilizia scolastica.
In tal senso considera un segnale politico di inversione di tendenza quanto stabilito nell’ultima legge finanziaria del governo Conte: il compenso del sindaco che ricopre il ruolo di presidente provinciale viene aumentato per parificarlo a quello goduto dal sindaco del comune capoluogo della stessa provincia. Nel caso di Caruso il compenso sarà dunque parificato a quello del primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Nel piano di programmazione approvato oggi all’unanimità sono previsti investimenti per gli anni 2020-2022 pari a 60,1 milioni di euro e 12 milioni di euro per il programma biennale degli acquisti di forniture di beni e servizi nel biennio, per un totale di 72,2 milioni.
Particolare attenzione è stata dedicata all’edilizia scolastica, per opere di adeguamento strutturale e alla normativa vigente in materia di impianti elettrici e antincendio, che prevede investimenti pari a euro 42,8 milioni.
Tornando al fronte della ricostruzione post-sisma, per quanto riguarda il palazzo dei Quattro cantoni, Caruso spiega che “è l’opera davvero prioritaria, visto che tutto intorno la città è stata ricostruita. L’iter è stato molto complesso e sarà una procedura complessa anche la gara, visto che parliamo di un importo di 20 milioni di euro. Faremo di tutto per velocizzare il processo, per quello che è nelle nostre competenze”.
Per quanto riguarda il palazzo di via Sant’Agostino, i cui lavori sono stati aggiudicati nell’ottobre 2017 all’impresa “Kostruttiva S.c.p.a.”, di Marghera (Venezia) dal valore di oltre 10 milioni di euro, Caruso spiega invece che “siamo finalmente a buon punto: conto davvero di andare a tagliare il nastro per la partenza del cantiere entro l’estate. A ritardare il processo la necessità di adeguare il progetto per via dei problemi che sono sorti in itinere nell’ambito di un accordo quadro con il Comune, ma ora sono stati superati”.
Caruso aggiunge poi che “dall’avvio della progettazione di un intervento su un edifico scolastico, alla conclusione dei lavori passano i media almeno otto anni. Tempi inaccettabili: spero che l’esperienza del coronavirus, sia l’occasione per snellire e semplificare le procedure. Soprattutto ora con la sopraggiunta crisi economica ed occupazionale, dobbiamo assumere la consapevolezza che per arrivare a vedere i risultati rapidamente, ci vogliono le misure eccezionali, non è ipotizzabile di gestire questa situazione con i mezzi ordinari. Va superato l’eccesso di rigore procedi mentale, occorre snellimento, le tempistiche medie per realizzare un’opera non sono sostenibili”.
Infine il ruolo dell’ente Provincia, e la diginità politica dei suoi amministratori.
“Le Province – spiega Caruso – dopo la riforma Delrio sono state depotenziate in maniera drammatica, degradate ad enti di secondo livello, ma con deleghe però pesanti e impegnative a loro carico, come l’edilizia scolastica, la viabilità, la programmazione territoriale, e altri aspetti ambientali altrettanto importanti. Esercitate a titolo gratuito e con tanta buona volontà dai consiglieri, ma che presuppongono una notevole assunzione di responsabilità, ben superiore a quella in capo a parlamentari e consiglieri regionali, che hanno ben altri trattamenti economici. Occorrerebbe modificare la legge Delrio nata come provvisoria, nella convinzione che le province sarebbero state abolite a stretto giro con il referendum, cosa che non è avvenuta. Ma temo che questa istanza non sarà nei prossimi mesi in cima all’agenda della politica, alle prese, giustamente, con l’emergenza sanitaria ed economica del coronavirus”.
“Dispiace anche constatare – prosegue Caruso – che permane un clima di intolleranza e sospetto verso questo ente. Ci sono forze politiche, come il Movimento 5 stelle che non partecipano alle elezioni provinciali, continuando a ripudiare questa istituzione che invece è chiamata a dare risposte importanti ai territori, alla vita quotidiana delle persone”.
L’adeguamento dell’emolumento spettante ai presidenti, afferma dunque Caruso, ” non è tanto importante dal punto di vista economico, ma di quello simbolico e politico: si sono finalmente ricordati che le Province esistono e svolgono un ruolo importante e insostituibile”.




