L’AQUILA – Il solito “muro di gomma”, non è più “tempo di chiacchiere” e “prese in giro”,  e così, nella battaglia contro il caro pedaggi e la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, la concessionaria Strada dei Parchi si schiera al fianco di sindaci e amministratori di Lazio e Abruzzo dopo l’ennesimo, “inconcludente incontro al Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile”.

Parole, affidate ad una nota, che arrivano a seguito dell’incontro di oggi dei sindaci coordinati dal sindaco di Carsoli (L’Aquila) Velia Nazzarro, e alla presenza del sottosegretario di Giunta regionale Umberto D’Annuntiis,  del vice capo di gabinetto del ministero delle infrastrutture, Giancarlo Caselli, e del direttore generale per le strade e autostrade, Felice Morisco, che non hanno dato nessuna rassicurazione sulla possibilità di congelare anche dopo gennaio gli aumenti, parlando di una “sterilizzazione delle tariffe per un periodo di 3-4 mesi massimo”, ovvero fino a marzo-aprile.

Sdp, società concessionaria delle autostrada A24 e A25, che fa parte della holding dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto, tiene così a sottolineare che “stanno provando quanto, con amarezza e senso di impotenza, subisce la Concessionaria Strada dei Parchi ormai da 10 anni, dall’entrata in vigore della Legge 228/2 con la quale il Parlamento chiedeva al Governo di approvare il nuovo Pef d’intesa con il Concessionario, garantendo la sostenibilità per l’utenza dei pedaggi. Siamo arrivati al punto che da 20 mesi il Mims è stato commissariato proprio per i ritardi ministeriali accumulati nella procedura amministrativa di approvazione del Pef. Mentre negli ultimi 18 mesi un secondo Commissario straordinario, l’ingegner Gentile, ha lavorato alacremente individuando gli interventi necessari. Ma tutto rimane sospeso: applicazione della Legge, definizione equilibrata e duratura dei pedaggi, via a lavori per miliardi da realizzare sul territorio. Tutto viene rinviato e la Concessionaria, bloccata in ogni senso dal doppio Commissariamento. In questi giorni stiamo provvedendo a consegnare, secondo le indicazioni del Mims, l’ennesima ipotesi di Pef, con zero investimenti. Terremo informata l’opinione pubblica anche su questa, ennesima, prova di disponibilità di SdP a individuare le soluzioni di Pef volute dal Governo”.

I sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo, all’esito dell’incontro al Mims alla presenza del vice capo di Gabinetto, Giancarlo Caselli e del direttore generale, Felice Morisco, attraverso un comunicato, “esprimono tutto il loro disappunto e la loro indignazione: non è più tempo di chiacchiere e, soprattutto, di ‘prese in giro’. I ‘delegati’ del Ministro hanno riferito di aver inviato una proposta al Mef per la sterilizzazione delle tariffe per soli quattro mesi, da attuarsi mediante il ricorso a contributi pubblici e da approvare con la legge di bilancio. Solito ‘scaricabarile’ in attesa di definizione del Pef. Come dire: ‘in tredici anni non abbiamo risolto la questione del Pef, lo faremo in quattro mesi!!!’ Dinanzi a questa ‘ennesima toppa’ non possiamo che prendere atto dell’incapacità a trovare una soluzione definitiva al problema, non fosse altro per il rispetto dovuto alle migliaia di cittadini che non arrivano a fine mese e, nonostante tutto, ancora confidano nelle Istituzioni”.

In attesa di essere ricevuti dai parlamentari di Lazio e Abruzzo, sollecitati ad un incontro, i sindaci e gli amministratori, decisi più che mai a proseguire con la loro battaglia, si riuniranno a Carsoli il 15 dicembre, alle 18, per programmare le prossime iniziative, determinati più che mai a mettere in campo tutte le iniziative necessarie ad evitare il rincaro delle tariffe dal primo gennaio 2022.

Il tutto nei giorni in cui Sdp, come ha riferito ad AbruzzoWeb, avrebbe avviato l’iter di rescissione del contratto, in largo anticipo rispetto alla scadenza del 2030,  con richiesta allo Stato un indennizzo per la mancata remunerazione degli investimenti e mancati ricavi per il blocco dei pedaggi, per una cifra intorno ai 2,5 miliardi di euro.

Una rottura provocata, quindi,  innanzitutto della mancata approvazione, nonostante la nomina di ben due commissari, del Piano economico finanziario dal valore di 6,2miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi a carico della concessionaria, per la messa in sicurezza sismica dell’autostrada A24-A25,  previsto nella legge di stabilità del 2012 nella quale, a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009, le due arterie si considerano strategiche in caso di calamità naturali.

A complicare ulteriormente il quadro, l’annuncio delle imminenti dimissioni, per incompatibilità con lo status di pensionato,  dell’ingegnere Maurizio Gentile, ex Ad di Rete ferroviaria italiana (Rfi), ingegnere idraulico originario di Sulmona, attuale commissario straordinario nominato dal governo per la messa in sicurezza antisismica di A24 e A25.

In questo contesto Strada dei Parchi considera inevitabili gli aumenti dei pedaggi, se non si approverà il Pef in tempi strettissimi, nella peggiore delle ipotesi del 34%, aumenti ora congelati fino a gennaio da un emendamento della deputata aquilana del Pd, Stefania Pezzopane, e contro cui affilano le armi i sindaci abruzzesi e laziali, pendolari e tutte le associazioni di categoria, visto che questo aumento rappresenterebbe un salasso insostenibile per cittadini e imprese.

Duro il commento di D’Annuntiis: “A parte la cordialità dell’incontro non è stata data alcuna assicurazione. Abbiamo rappresentato l’insoddisfazione nei confronti della proposta di sterilizzazione delle tariffe per un periodo di 3-4 mesi massimo, che non risolve la problematica esistente ma soprattutto lascia un intero territorio nell’incertezza. Abbiamo quindi chiesto che la sterilizzazione delle tariffe abbia almeno la durata temporale di un anno e possa decadere solo in seguito all’approvazione del nuovo Pef che, ricordo, è stato affidata ad un commissario”.

“Serve una iniziativa forte del Governo per la soluzione dei problemi e dei contenziosi esistenti tra Stato e concessionario, una soluzione che tenga conto del primario interesse pubblico. La questione abruzzese delle tariffe autostradali non può essere paragonata a quella rappresentata in altre regioni per la peculiarità della nostra autostrada, ritenuta strategica per i collegamenti est-ovest del nostro paese. Adesso auspichiamo che i parlamentari abruzzesi, in concorso con quelli laziali, facciano in modo che nella finanziaria in corso di approvazione il Governo e il Parlamento trovino le risorse necessarie al fine di evitare che a pagare siano sempre i nostri concittadini e le nostre imprese”, aggiunge D’Annuntiis.