L’AQUILA – Votare i candidati doc, di origine controllata, con una storia sul territorio, piuttosto che quelli dop, di origine protetta, imposti e blindati da Roma grazie ai vizi della legge elettorale.

Con questa metafora gastronomica Carlo Masci, leader di Rialzati Abruzzo e capolista al Senato alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, spiega ad AbruzzoWeb la genesi di questa ‘costola’ del Popolo della libertà. Già vista alle Regionali del 2008, ma allora era in affiancamento e alleanza con il partitone di centrodestra, oggi in palese e totale contrapposizione.

“Scelte suicide”, quelle del Pdl, secondo Masci. Dall’esclusione di Pescara e L’Aquila città dal novero delle candidature, all’inserimento di paracadutati nazionali. La reazione è stata quella di voler intercettare l’elettorato con una nuova proposta.

Da parte di “amministratori locali che ci sono stati, ci sono e ci saranno – spiega Masci – Siamo la vera lista del territorio, le persone comuni hanno avuto sempre contatto con noi”.

Quanto ai rapporti con Gaetano Quagliariello, vice capogruppo uscente in Senato che ha trovato ospitalità nella lista abruzzese occupando un posto pesante, e che ha definito quella di Masci una lista “funzionale alla sinistra”, l’ispiratore dapprima ribadisce l’amicizia, poi confuta l’etichetta “siamo tutt’altro” e infine assicura che “dopo la campagna elettorale parleremo”.

Prima, però, c’è questa “sfida impossibile” da vincere con almeno 50 mila voti. Tanti, ma alle Regionali furono 42 mila “e siamo cresciuti”.

Quaglieriello dice che siete funzionali alla sinistra. Cominciamo male questa campagna?

Ho grande stima di Quagliariello e mi onoro di essere suo amico, questo è il punto di partenza. Però le scelte del Pdl sono funzionali alla sinistra, non la mia. Quella lista in cui ci sono candidati discussi anche a livello nazionale, non solo dalla politica ma anche dalla satira, credo che faccia molto male al partito. Anche perché l’elettorato di centrodestra non è ideologicamente schierato, ma autonomo, libero. Vede le candidature, il lavoro fatto e le prospettive, non vota a prescindere. Questo elettorato avrà grandi difficoltà a votare la lista Pdl al Senato.

E la vostra?

Rialzati Abruzzo è l’unico elemento di grande novità e rottura di un sistema che può attrarre il voto libero, e oggi ce n’è molto, con questa grande confusione e questo sistema elettorale assurdo. C’è un disagio verso politica che non risolve problemi della gente, anzi, nemmeno li affronta. Questo disagio può essere veicolato in una protesta matura con il voto a favore di lista formata da tanti amministratori locali che ci sono stati, ci sono e ci saranno. Siamo la vera lista del territorio, le persone comuni hanno avuto sempre contatto con noi.

Pescara non ha un candidato di centrodestra.

Pescara è stata mortificata e non sono vent’anni, quel lasso di tempo riguarda solo Andrea Pastore: erano settant’anni che non accadeva! Era necessario uno scossone forte, con questa lista ne daremo uno grande come alle Regionali, quando abbiamo preso il 7,5%. Chi vota Rialzati Abruzzo esprime una preferenza. Chi vota questa lista vota Carlo Masci, il ‘porcellum’ lo cambiamo noi. È un voto a chilometri zero, i candidati doc, di origine controllata, contro quelli dop, prescelti e imposti da Roma. Altro che funzionali alla sinistra, siamo tutt’altro!

Per eleggere lei al Senato, però, ci vorrà un’impresa. Quanti voti ha calcolato le occorrano?

Penso almeno 50 mila per vincere. Però alle regionali ne abbiamo presi 42 mila, sono passati quattro anni e il movimento molto cresciuto. Sappiamo cosa vuol dire tentare questa sfida, ma abbiamo piedi ben piantati per terra per correre in mezzo a chi non farà campagna elettorale, tra quelli che hanno già vinto e quelli che hanno già perso. Invece noi la faremo, fino all’ultimo voto.

Hanno provato fino all’ultimo a dissuaderla?

Lunedì scorso ho depositato la lista alle otto meno cinque, sono state ore di grande passione e angoscia. La scelta non è semplice, ci sono rapporti personali che rischiano di sfilacciarsi, ma le persone intelligenti capiscono che le cose si mettono in moto per rafforzare un’area. Era necessario farlo, contro scelte che tutti riconoscono sbagliate, non lo dico solo io.

Ma un Masci in posizione eleggibile al Senato nella lista Pdl sarebbe bastato a evitare la nascita della nuova lista?

Non c’è mai stata un’ipotesi Masci eleggibile al Senato, mentre della Camera non si è mai neanche parlato. Ho fatto una proposta politica, un apparentamento con la mia lista per rafforzare un’area cui faccio riferimento. Non è stata accettata in maniera incomprensibile, molti dentro il Pdl hanno ritenuto questa scelta suicida. Sarei stato in una posizione non sicura, una battaglia che avrei fatto e ora continua con questa lista.

Il duello su Pescara è con Nicoletta Verì della lista Monti?

Penso di sì, il duello è con lei. Ma so che oltre che con la Verì mi scontro o mi confronto, con Enza Blundo, candidata di Beppe Grillo e con la seconda posizione del Pdl. A coloro che voteranno dico scegliete tra chi è più presente, chi vi può rappresentare meglio. Pescara guarderà con attenzione questo confronto. Ma anche L’Aquila è stata mortificata, non ha in città un rappresentante in area Pdl. Negli ultimi due-tre giorni ho constatato un disagio in molte parti d’Abruzzo che si veicolerà verso le realtà-territorio.

Dopo le elezioni si aprirà la stagione dei processi contro i coordinatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano?

Su questo argomento non ci entro e non faccio polemiche, cerco solo di agire. Il sistema elettorale è la madre di tutti i mali, ma non si può essere silenti o soltanto protestare. Bisogna anche muoversi per cambiare le cose.

E Chiodi? La sua “revolution” si è fermata all’inserimento di Paolo Tancredi?

Chiodi fa il presidente della Regione e lo fa bene, ha cercato di intervenire quando ha visto che l’Abruzzo poteva diventare una specie di colonia o terra di conquista. Lo ha fatto con forza e ha protestato, ottenendo delle modifiche, ammesso che dipendano dal suo intervento. Penso però che si debba andare oltre.

I vostri rapporti cambieranno in Regione?

Assolutamente no, viaggiamo molto bene e i risultati lo confermano.

E la polemica tra Chiodi e Fabrizio Cicchitto? È vero che comanda lui in Abruzzo?

Non so nulla e non conosco nulla di questa vicenda.

Ha parlato con il segretario Angelino Alfano?

No, non lo conosco.

E con Quagliariello?

Con lui ho parlato fino a lunedì, adesso c’è un mese di campagna elettorale. Da persone intelligenti, quando finirà, ci siederemo a un tavolo e parleremo e ognuno spiegherà le sue ragioni. Per ora stiamo lavorando sui cittadini per convincerli sulle nostre proposte nell’ambito di uno stesso elettorato, e oggi quell’elettorato lo vedo più propenso a votare una realtà civica piuttosto che un partito.