TERAMO – Vantandosi di “comandare il piano del carcere”, ha impedito al personale di polizia lo svolgimento dell’ordinario lavoro di sezione e, falliti i tentativi di mediazione, è entrato nella sua cella brandendo degli arnesi rudimentali – un bastone di ferro ed uno di legno – con i quali ha colpito due agenti e un sottufficiale.
A riportare quanto accaduto lo scorso 31 gennaio nel carcere di Teramo, la Segreteria regionale l’USPP Abruzzo, Unione sindacati polizia penitenziaria, denunciando in una nota “l’ennesimo grave episodio che ha destabilizzato l’ordine e la sicurezza interni dell’istituto”.
Protagonista della violenta protesta un detenuto straniero, “riluttante a qualsiasi direttiva impartita e restio ad ogni canale di comunicazione”. Il bilancio, fa sapere il sindacato: “15 giorni di prognosi per il primo agente, tre giorni per il secondo e tre per il sottufficiale, che ha riportato ferite alla testa”.
“Da mesi ormai la casa circondariale – viene spiegato – è interessata da notevoli cambiamenti, non ultimo quello avvenuto nello scorso dicembre, quando si è ultimato il trasferimento dei detenuti ‘Alta Sicurezza 3’, rimpiazzati con un’ulteriore sezione di detenuti comuni, molti dei quali riottosi e di problematica gestione. Il sovraffollamento carcerario dell’Istituto è arrivato al suo apice ed in maniera inversamente proporzionale si è registrata una spaventosa carenza di unità di Polizia Penitenziaria, con eventi critici (incluse le aggressioni al personale) moltiplicatisi esponenzialmente nel giro di qualche settimana”.
“Sono mesi che si invocano a gran voce interventi della classe politica e delle autorità dipartimentali per restituire al carcere teramano la dignità lavorativa e detentiva che merita. Le richieste di assegnazione di ulteriori 40 unità di personale di polizia, il blocco delle assegnazioni per tre mesi e l’immediato sfollamento di 30/40 detenuti non hanno trovato riscontro da parte del Sign. Provveditore, il quale non ha nemmeno raccolto l’invito ad effettuare un sopralluogo urgente presso l’istituto che oramai è divenuto ‘terra di nessuno'”.
“Questa organizzazione sindacale lotterà in ogni sede affinché vengano tutelate tutte le figure professionali operanti nel penitenziario”, conclude la nota.





