LANCIANO – “La totale inadeguatezza dell’organico assegnato all’istituto di Lanciano; l’apertura ingiustificata di nuovi reparti detentivi, senza tenere in alcuna considerazione la necessità di personale per la gestione degli stessi; la mancanza di almeno 20 unità per il funzionamento ‘regolare’ della struttura; l’obbligo a prolungare i turni lavorativi fino a 8, 10 o più ore in contrasto con l’aumento dei posti di servizio imposto dall’amministrazione; l’impossibilità oggettiva di garantire i diritti dei lavoratori e perfino la fruizione delle ferie estive è a rischio”.
Con queste motivazioni i sindacati di Polizia Penitenziaria effettueranno un sit-in di fronte al carcere di Lanciano mercoledì mattina, dalle 10 alle 12.
“Sembra che la nostra protesta non abbia sortito alcun effetto – scrivono in una nota congiunta Sappe, Osapp, Uilpa P.p., Uspp, Fns-Cisl Fp-Cgil e Sinappe – nessuno si è preoccupato di verificare se le nostre lagnanze fossero fondate, nessun aiuto è arrivato, nessuna notizia ci è stata fornita rispetto alla denunciata situazione lavorativa. L’unica novità è l’obbligo per i lavoratori di svolgere turni da 8 ore abbandonando, forzatamente, i turni prestabiliti dalla legge, che per la Polizia Penitenziaria sono stati individuati dal legislatore in 6 ore giornaliere. È notizia del 19 maggio scorso che il nuovo direttore della Casa Circondariale di Lanciano è stato costretto a imporre il ricorso al 3° turno per garantire quantomeno la fruizione delle ferie estive”.
“Questa inaccettabile situazione è il frutto di un’opera di costante e persistente disinteresse da parte dell’amministrazione penitenziaria verso i lavoratori – aggiungono – non dimentichiamo che mentre l’ormai ex direttore insieme all’ex capo del dipartimento festeggiavano in pompa magna l’apertura di un nuovo reparto detentivo nel 2018, noi protestavamo di fronte all’istituto per quello che di lì a poco sarebbe divenuto realtà, l’impossibilità di garantire i diritti ai lavoratori”.






