PESCARA – Anche a Spoltore (Pescara), Avezzano (L’Aquila) e San Giovanni Teatino (Chieti) niente botti di Capodanno. 

Dopo le relative ordinanze firmate dai tre sindaci, rispettivamente Luciano Di Lorito, Giovanni di Pangrazio e Luciano Marinucci, i tre comuni si aggiungono alla lista dei tanti centri abruzzesi che hanno proibito l’utilizzo di petardi e fuochi pirotecnici, tra cui Pescara, Chieti, Montesilvano (Pescara), Francavilla al Mare (Chieti) e Sulmona (L’Aquila).

A Pescara, ad esempio, il divieto è scattato lo scorso 21 dicembre, così come a Montesilvano; a Francavilla è scattato il 24 dicembre e a Spoltore botti vietati da domani.

I provvedimenti saranno in vigore fino al prossimo 7 gennaio.

A Chieti sono consentiti solo i fuochi pirotecnici figurativi che si avvalgono di una tecnologia che evita il rumore.

Per i trasgressori sono previste multe, anche salate.

I divieti di utilizzare i botti sono stati disposti sia per la sicurezza delle persone sia per quella degli animali, in relazione all’inquinamento acustico.

In tal senso, infatti, Enpa, Lav e Lipu hanno lanciato un appello ai sindaci proprio per chiedere di “vietare spettacoli pirotecnici pubblici e privati nei quali sia previsto l’uso di ‘botti’, un’usanza pericolosa per l’incolumità non solo degli animali d’affezione e selvatici, ma anche per le persone”.

Il Comune di Pescara e l’assessorato alla Tutela del Mondo Animale hanno invitato la città a “sostituire i botti con delle più poetiche e pacifiche lanterne a cui affidare i propri desideri e gli auspici per l’anno che sta per cominciare”.

Capodanno senza botti anche su tutto il territorio cittadino dell’Aquila, dall’una di notte del 28 dicembre al 2 gennaio 2014.

Lo stabilisce un’ordinanza, firmata stamattina dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che vieta “di usare o portare materiale esplodente nei luoghi pubblici o in luoghi aperti al pubblico, di accendere fuochi e far esplodere petardi, anche se di libera vendita”.

La sanzione amministrativa per i contravventori andrà dai 25 ai 500 euro.

La polizia Municipale e gli altri organi di polizia assicureranno il rispetto delle norme previste e provvederanno al sequestro finalizzato alla confisca dei materiali.