L’AQUILA – Una diffida per chiedere chiarimenti sulla razionalizzazione degli orari degli uffici postali nel Comune di Capitignano.

Ad inviarla, a Poste Italiane, e per conoscenza al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, ed al presidente della Regione, Gianni Chiodi, è stato il sindaco del Comune montano dell’Aquilano, Maurizio Pelosi.

IL TESTO DELLA NOTA

La presente per segnalare la profonda avversione di questa amministrazione comunale nei confronti della scelta gestionale di Poste Italiane Spa di ridimensionare i giorni di apertura dello sportello postale sul territorio del Comune di Capitignano.

A tal fine si fa presente che il territorio locale si compone di 7 frazioni ed è supportato da un unico sportello, posizionato in Capitignano capoluogo. Sportello, oggi aperto per 6 giorni a settimana dalle 8:15 alle 13:45 e dalle 8:15 alle ore 12:45 (il sabato).

La diminuzione, che implica l’apertura per soli tre giorni a settimana (martedì e giovedì dalle 8:15 alle 13:45, sabato dalle 8:15 alle 12:45) determinerebbe notevole disservizio alla popolazione residente e, in senso ancora peggiore, si paleserebbe in contrasto con le vigenti disposizioni contenute nel decreto ministeriale 7/10/2008.

Ed infatti, limitandosi al solo dato normativo citato, è d’uopo sottolineare come il ridetto decreto ministeriale 7/10/2008 (dec. Scajola), imponga di assicurare almeno un ufficio postale nel 96 per cento dei comuni, con una possibilità di accesso all’ufficio postale entro la distanza massima di 3 chilometri dal luogo di residenza per il 75 per cento della popolazione, di 5 chilometri per il 92 per cento e di 6 chilometri per il 97,5 per cento.

A ciò va aggiunto che in caso di uno sportello unico presente in territorio comunale, situazione che connota il Comune di Capitignano, lo stesso non può essere oggetto di “soppressione”. Stabilisce, infatti, testualmente il decreto che “nei comuni con un unico presidio postale non è consentito effettuare soppressioni di uffici postali. Nei comuni di cui sopra è assicurata un’apertura al pubblico non inferiore a tre giorni  e 18 ore settimanali”.

Alla stregua di quanto in precedenza evidenziato e delle previsioni che sono state richiamate, la scelta gestionale, a far data dal 10 dicembre 2012, di ridurre l’apertura in misura pari al 50 per cento rispetto alla situazione odierna per complessive 15 ore e 30 minuti settimanli, che Poste Italiane ha comunicato a Questa Istituzione, dapprima verbalmente il 3 dicembre 2012 e successivamente con nota del 5 dicembre 2012 (prot. 3440) si mostra illegittima e, per quel che più interesse lo scrivente, causativa di oggettive difficoltà per i cittadini di Capitignano.

Si chiede, pertanto, a Poste Italiane che, giova ricordarlo, esercita pubblico servizio nei confronti della collettività cittadina, di astenersi dal renderla concreta ed operativa.

Diversamente si rende noto sin d’ora che il Comune, anche sinergicamente con gli altri Comuni destinatari di analoghe decisioni, farà uso di ogni mezzo legale a disposizione, sollecitando all’uopo anche il doveroso intervento della competente magistratura per contrastare ed imporre la caducazione coattiva della illegittima scelta organizzativa indicata.

L’Amministrazione, ad ogni modo, rimane disponibile a verificare forme di accordo alternative che consentano il mutamento delle condizioni sopra descritte e non determinino, pertanto, il disservizio per la popolazione residente.

Forme di accordo, va sottolineato, non manifestate in alcun modo dal rappresentante di Poste Italiane spa, nell’incontro del 3 dicembre 2012.