L’AQUILA – Gli Animalisti italiani si preparano a una denuncia, per ora contro ignoti, dopo l’episodio di maltrattamento e violenze ai danni di due cani, uno dei quali sarebbe stato impiccato barbaramente, nel comune di Pizzoli (L’Aquila), lo scorso 9 febbraio.
“Un episodio che non può assolutamente passare sotto silenzio – afferma ad AbruzzoWeb l’avvocato Alessio Cugini, legale della onlus Animalisti italiani – Stiamo sporgendo denuncia per entrambi gli animali in questione, nonostante uno dei due non avesse il microchip”.
Il legale spiega che “si procederà per l’articolo 544 bis” del codice penale, che punisce con una reclusione da 3 a 18 mesi chiunque per crudeltà o senza necessità causi la morte di un animale.
“C’è stata un’uccisione barbara e non possiamo restare con le mani in mano – prosegue – Il fatto che qualcuno abbia pensato che non si possa procedere legalmente perché il cane non risultava chippato è assurdo”.
Intanto le indagini della polizia Municipale di Pizzoli vanno avanti per cercare di arrivare agli autori dell’episodio di violenza che ha portato alla morte dei due cani.
Da quanto si apprende dai medici del servizio veterinario della Asl dell’Aquila, intervenuti sul posto per prelevare gli animali, entrambe le carcasse sono state portate alla sezione di Avezzano dell’Istituto zooprofilattico sperimentale per l’esame autoptico, i cui esiti saranno pronti tra qualche giorno.
“Ho appreso dalla stampa di eventuali omissioni di atti d’ufficio – precisa il legale – Se queste ultime saranno confermate, e solo in questa ipotesi, segnaleremo all’autorità giudiziaria eventuali rifiuti”.
Cristiana Graziani, veterinaria e responsabile della sezione aquilana degli Animalisti italiani attacca denunciando “l’omertà che c’è stata in città intorno a una barbarie simile”, affermando di voler andare a fondo alla vicenda.
“Mi sarei aspettata che si fosse alzata almeno una voce tra le istituzioni a favore dei diritti di questi animali e invece nulla – afferma – Dovrebbero essere i sindaci a tutelare i diritti dei cani randagi. Ci aspettiamo che il primo cittadino di Pizzoli abbia agito nella piena legalità e che abbia depositato la denuncia in procura”.



