L’AQUILA – Finisce sui banchi del tribunale la vicenda della realizzazione del campus universitario a Cavallari, nel comune di Pizzoli (L’Aquila), che una volta ultimato offrirà alloggio a 262 studenti e la cui parziale apertura a inizio ottobre prevedeva l’assegnazione dei primi 62 posti.
Un esposto per denunciare presunte violazioni urbanistiche è stato infatti inviato dalla Soprintendenza alla procura della Repubblica dell’Aquila.
La Soprintendenza ha deciso di chiedere il pronunciamento della procura dopo aver ricevuto un esposto da Italia Nostra. Il progetto del campus è curato dall’associazione “Giulia Carnevale“, intitolata alla studentessa di ingegneria originaria di Sora, morta nel terribile terremoto del 6 aprile 2009: è finanziata infatti dalla Fer.Italia s.r.l., azienda della famiglia Carnevale, di cui Giulia era socia.
Gulio, padre della sfortunata studentessa, dai cui progetti sono state realizzate alcune opere ad Onna, esprime la sua amarezza sottolineando che all’esposto la soprintendenza ha allegato una nota nella quale “viene dichiarata la non assoggettabilità a valutazioni ambientali strategiche in quanto il progetto non deturpa il piano paesaggistico in vigore”.
“Questo progetto – continua Carnevale – è nello spirito che anima l’associazione nata in memoria di mia figlia, cioè aiutare i giovani universitari, in particolare farli dormire in strutture accoglienti e antisismiche volute da me e mia moglie che l’abbiamo finanziata . Bloccarla sarebbe contro natura con le tante emergenze e carenze di posti letto per universitari all’Aquila. Così facendo gli studenti si allontanano e la città perderà anche il prezioso indotto”.
Il campus, che sarà gestito dall’associazione, è costituito da complessivi 262 posti, con annessi servizi per gli stessi, che avrà il costo di 190 euro al mese, in linea con quelli fissati dall’azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) dell’Aquila: già a partire dal primo ottobre verranno consegnati i primi 62 posti.
La stessa Adsu ha messo nel proprio bando 64 posti. “È importante sapere – dice ancora Giulio Carnevale – che le spese di fitto che sopporteranno gli studenti sono in linea con le tariffe in convenzione deliberate dalla Regione Abruzzo per residenze universitarie, quindi senza speculazione alcuna, ma solo a beneficio degli studenti e delle loro famiglie spesso soggette a speculazioni da parte di privati (all’Aquila stanno chiedendo almeno 300 euro), o a viaggi stressanti di oltre 100 chilometri, che gli studenti devono altrimenti affrontare per frequentare l’Ateneo aquilano”.
Carnevale ha sottolineato che “proprio in questi giorni in cui si sta verificando un nuovo sciame sismico nelle zone dell’aquilano, è bene evidenziare che sicuramente gli studenti che alloggeranno nel campus saranno al sicuro in una struttura antisismica completamente in acciaio”.
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