L’AQUILA – “L’Aquila, città capoluogo di regione, sede di uno degli Atenei più antichi d’Italia, a partire dal prossimo 23 dicembre probabilmente perderà l’unica residenza universitaria pubblica presente sul suo territorio”.

Così in una nota l’Alleanza Europa Verde Sinistra Italiana dell’Aquila.

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Come denunciato infatti a più riprese negli scorsi mesi dalle rappresentanze studentesche, UDU in testa, a partire dal 23 dicembre prossimo la caserma Campomizzi tornerà nelle disponibilità del Ministero della Difesa, al termine della convenzione tra esso, Regione Abruzzo e Comune di L’Aquila.

Nonostante la Presidente dell’Ente regionale per il diritto allo studio (ADSU), Eliana Morgante, abbia tentato di placare gli animi dichiarando che si troveranno comunque soluzioni alternative per garantire la continuità residenziale qualora il Ministero non accetti la richiesta di proroga dell’utilizzo della Campomizzi presentata dall’Ente, si moltiplicano gli appelli alla politica cittadina e regionale da parte di studentesse e gli studenti che si sentono totalmente abbandonati.

I posti letto messi a bando dall’ADSU all’interno della Campomizzi sono infatti solo 80 e in ogni caso disponibili solo per tre mesi, tempo totalmente insufficiente per gli studenti borsisti e fuori sede, visto che per mantenere tale status e i relativi contributi monetari da parte dell’Adsu serve un contratto di locazione di almeno 10 mesi.

Come Circolo Sinistra Italiana L’Aquila intendiamo manifestare tutta la solidarietà e la vicinanza possibile alle studentesse e agli studenti che in questi mesi hanno lottato, e continuano a lottare, per vedersi riconosciuto quello che è un diritto costituzionale fondamentale: il diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi anche se privi di mezzi (Art. 34 Cost.).

L’attuale Giunta regionale, e in particolare l’Assessore Pietro Quaresimale, devono smetterla di voltarsi dall’altra parte. Una Regione che trascura le giovane menti che la scelgono come sede dei propri studi, come base su cui concretizzare sogni e progetti, è una Regione destinata alla marginalità.

A tutti i partiti che contano rappresentanti in Consiglio Regionale chiediamo fermamente di adoperarsi per porre rimedio a questa situazione paradossale, vergognosa per una città che voglia continuare a definirsi “universitaria”. Per quanto ci riguarda, a discapito delle poche forze rispetto alle tante vertenze su cui cerchiamo di intervenire da anni in città, ci impegniamo a schierarci al fianco di una delle anime pulsanti di L’Aquila: le migliaia di studentesse e studenti che in questi anni hanno continuato a sceglierla nonostante la paura per ciò che era accaduto e l’incertezza di ciò che sarebbe stato.