ROMA – Nuova campagna pubblicitaria mondiale shock di United Colors of Benetton, con cui si invitano i leader e gli abitanti del mondo a combattere la cultura dell’odio e si annuncia la costituzione della fondazione Unhate.
È già polemica sui manifesti tra cui quello del bacio sulla bocca tra il Papa e l’Imam del Cairo, comparso in mattinata a Roma a pochi passi dal Vaticano.
“Sia immediatamente ritirata la pubblicità di Benetton con il Papa – afferma Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart, che aggiunge – È un’ offesa al cattolicesimo, ma anche un’offesa a tutti quei pubblicitari che ricercano messaggi innovativi”.
Replica Alessandro Benetton, vicepresidente esecutivo di Benetton Group, che ha illustrato il lancio della campagna a Parigi: “Se l’amore globale rimane una sia pur condivisibile utopia, l’invito a non odiare, a combattere la cultura dell’odio, rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico”.
“Con questa campagna – spiega – abbiamo deciso di dare visibilità mondiale a un’idea alta di tolleranza, per invitare i cittadini di tutti i Paesi, in un momento storico di grandi turbamenti e non meno grandi speranze, a riflettere su come l’odio nasca soprattutto dalla paura dell’altro e di ciò che non si conosce”.
Il progetto di comunicazione Unhate, comprende una serie coordinata di iniziative ed eventi, che iniziano dal 16 novembre sulle principali testate quotidiane, periodiche e web del mondo.
Tema centrale è il bacio, il più riconosciuto simbolo dell’amore, tra leader politici e religiosi mondiali ad esempio: Barack Obama e il leader cinese Hu Jintao; papa Benedetto XVI e Ahmed Mohamed el-Tayeb, Imam della moschea di Al-Azhar al Cairo (il più importante e moderato centro di studi islamico sunnita al mondo); il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Per la Benetton “si tratta di immagini simboliche di riconciliazione, con un tocco di speranza ironica e costruttiva provocazione, per sollecitare una riflessione su come la politica, la fede, le idee, anche se diverse e contrapposte, debbano comunque portare al dialogo e alla mediazione”.



