L’AQUILA – “Sta prendendo corpo l’ipotesi che la drastica riduzione dei contagi che riscontriamo per fortuna nelle ultime settimane, non può essere stata causata dalle vaccinazioni, ancora troppo poche, tra le persone più giovani. È invece  probabile che il covid abbia sostituito la normale influenza e che sia diventato un virus stagionale. Ora possiamo dunque tirare un sospiro di sollievo, ma occorre accelerare il più possibile la campagna vaccinale, per essere pronti ad un possibile ritorno del virus, con rinnovata potenza, in autunno”.

A sostenerlo è il direttore generale dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr) abruzzese, Pierluigi Cosenza, medico aquilano che fa parte del gruppo di lavoro istituito dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) chiamato a sviluppare un rapporto sul tema del Long Covid.

Cosenza premette di “non essere un virologo”, ma “un medico che studia i fenomeni”, in costante contatto con gli esperti di covid-19, a livello regionale e nazionale, ed espone una ipotesi che spiegherebbe il drastico calo dei casi positivi che si verifica da qualche settimana. Ieri in Abruzzo ci sono stati solo 35 nuovi contagi, e in Italia 2.483  con una percentuale rispetto ai tamponi del 1,1%. Crollano anche i ricoveri e il numero vittime, sempre proporzionale a quello dei contagi, tornati a numeri da inizio seconda ondata della pandemia, ovvero dell’ottobre scorso.

Questo mentre è decollata la campagna di vaccinazioni, che ha superato le 35 milioni di dosi, con oltre 12 milioni che hanno ricevuto due dosi, dunque immunizzati. Legittima dunque l’ipotesi che a causare in maniera determinante, per non dire esclusiva, il crollo dei contagi siano stati i vaccini, che senz’altro hanno avuto un ruolo importante, concorda Cosenza, ma che non  spiegano del tutto il fenomeno.

“C’è un dato da prendere in considerazione – argomenta il medico -: nella prima ondata ad essere contagiati erano prevalentemente gli anziani, mentre nella seconda ondata il virus ha colpito in misura molto più consistente le persone più giovani, ma queste sono state vaccinate solo in minima parte, a differenza degli anziani, eppure anche tra di loro i contagi sono crollati”.

Dunque prosegue nel ragionamento Cosenza, “come avvenuto con altri virus potrebbe essere accaduto che anche il covid sia diventato stagionale, e agisca nel periodo autunnale e invernale, per sparire nel periodo primaverile ed estivo, come accade con l’influenza. Del resto è accaduto anche l’anno scorso, e quest’anno potrebbe esserci la controprova, che al momento non abbiamo. Questa flessione dei contagi, in base anche alle proiezioni sull’andamento delle vaccinazioni nessuno lo aveva davvero previsto, e c’era il motivato timore che le riaperture avrebbero avuto effetti molto negativi, con nuovi drammatici picchi. Invece le riaperture ci sono state, ma i contagi sono scesi drasticamente”.

A maggior ragione, afferma però con determinazione Cosenza, “occorre proseguire con la vaccinazione di massa, in particolare rivolta ai ragazzi, senza i quali non si riuscirà a raggiungere, numeri alla mano, l’immunità di gregge. Dobbiamo infatti prepararci ad una eventuale nuova ondata in autunno, e l’unica arma che abbiamo sono i vaccini, oltre ai comportamenti responsabili. Con la speranza che in autunno il covid si ripresenterà come una normale influenza, depotenziato e gestibile, destinato ad entrare nel novero dei virus endemici. Una speranza, ripeto, non abbiamo ancora la certezza di essere usciti da questa drammatica emergenza pandemica”.