MILANO – L’imprenditore Roberto Boggio, titolare della società Transcom – e considerato il re dei call center – è stato arrestato oggi a Milano dalla Guardia di Finanza per fatture false in relazione a subappalti con società del faccendiere Raffaele Pizza

I finanziari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Giuseppina Gugliemi nell’ ambito dell’inchiesta “Labirinto” che portò nel luglio scorso all’arresto di venti persone ritenute coinvolte in un giro di corruzione in ministeri ed enti pubblici. 

La vicenda giudiziaria che ha portato Boggio ai domiciliari riguarda l’aggiudicazione da parte della società Transcom, in associazione temporanea di imprese, di un mega-appalto per la gestione del call center di Inps-Inail dal 2010 al 2016, i cui costi – secondo l’accusa – sarebbero lievitati da 120 milioni a 450 milioni di euro.

L’arresto di Boggio ha fatto molto rumore anche all’Aquila, dove Transcom era presente fino al 2009, cioè fino al sisma che ha colpito il capoluogo d’Abruzzo. 

Poi da Transcom la commessa che comprende anche Inps-Inail nel sito aquilano è passata al Consorzio Lavorabile, che ad oggi impiega oltre 500 persone con il 25 per cento composto da lavoratori disabili.

E proprio nell’ottica del salvataggio dei posti di lavoro della commessa – che andrà di nuovo a gara nel 2017 – e più in generale della tutela del lavoro su tutto il territorio locale, è nata da poco l’associazione Lavoriamo per L’Aquila”, che conta già centinaia di aderenti e che chiede alla politica aquilana, regionale e nazionale “attenzione e impegno sul tema della corretta applicazione della Clausola Sociale introdotta dal nuovo Codice degli Appalti, prima dalla imminente emanazione del nuovo Bando di gara relativo al Contact Center Inps-Inail-Equitalia”.

“La corretta applicazione della norma – aveva scritto l’associazione – vuol dire prevedere nel nuovo bando di gara, anche in caso di successione di imprese, la piena tutela dell’occupazione degli attuali lavoratori con il mantenimento degli attuali trattamenti contrattuali. Solo così si può garantire contestualmente anche la concorrenza ‘leale’ fra tutte le aziende partecipanti, evitando anomale offerte al ribasso solo a scapito dei lavoratori”.