L’AQUILA – “Stanno licenziando nei call center a L’Aquila ed in tutta Italia. Le nuove cause? Innanzitutto il cosiddetto decreto Dignità approvato dalla maggioranza penta-leghista, anche con il via libera dei parlamentari abruzzesi eletti grazie al voto di quei lavoratori ora traditi; poi la mancata vigilanza sulla applicazione della clausola sociale e, quindi, la necessità di strumenti aggiuntivi per sostenere la qualità e la competitività del servizio di call center del territorio”.
Lo afferma in una nota la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane.
“Sono molto amareggiata”, dice, “perché con un lavoro prezioso realizzato con lavoratori e organizzazioni sindacali avevamo iniziato a creare una politica di settore. Il decreto Dignità ha però dato un brutto colpo in tutta Italia. La perdita di commesse diventa solo una scusa inaccettabile a giustificare un grave disimpegno politico”.
“Basta passerelle e fughe dai giornalisti, per evitare le domande scomode durante le scorribande elettorali, ma subito invece un tavolo alla presidenza del Consiglio dei ministri con il Mise, Ministero Lavoro e Comunicazioni, Regione e Comune per scongiurare la perdita di posti di lavoro”, aggiunge la Pezzopane.
“Si fa battaglia, adesso basta, sempre a fianco dei lavoratori. Ho seguito in questi anni tutte le vertenze ed abbiamo non solo salvato i posti di lavoro, ma aumentato il numero addetti in questo territorio. Ho presentato un ddl a mia prima firma per una organica riforma del settore dei call e contaci center che nel nostro territorio conta oltre 1000 addetti”, conclude la deputata del Pd.
Immediata la replica del Movimento cinque stelle, che con la deputata Valentina Corneli dice: “Ancora una volta dal Pd e dalla Pezzopane solo menzogne e insopportabile ipocrisia”.
“Nessuno che non sia apertamente in malafede può attribuire ai recenti provvedimenti del Governo la responsabilità dei licenziamenti paventati nei call center aquilani. È inaccettabile scaricare sul decreto Dignità, pensato per favorire l’impiego indeterminato, la colpa di essere l’artefice di quanto in realtà dovuto a palesi inadempienze delle aziende, desiderose di trasformarlo in alibi per non stabilizzare i lavoratori o per porre in essere progetti di delocalizzazione e spostamenti di sedi”.
“Se vogliamo parlare di fatti – aggiunge la Corneli – il report del Ministero del Lavoro relativo al terzo trimestre di quest’anno, basato su numeri reali e non su propaganda, conferma un aumento di 56.400 trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato, ovvero il 50% in più rispetto allo stesso periodo del 2017”.
“L’On. Pezzopane fa finta di dimenticare di essere parte di uno schieramento politico che ha varato convintamente una misura come il Jobs Act, una vergogna mirante a sdoganare il precariato a vita e a fare tabula rasa dei diritti dei lavoratori, cancellando peraltro anche la cassa integrazione per cessazione, da noi appena reintrodotta. Quanto ai lavoratori dei call center dell’Aquila, il Governo e i rappresentanti politici locali, di cui faccio parte, faranno tutto ciò che è in loro potere per garantire i loro posti di lavoro”, conclude la Corneli.





