L’AQUILA – “Abbiamo implorato il Ministero e tutti i presenti di non limitarci alle chiacchiere ma di chiarire innanzitutto come vanno applicate le leggi già esistenti, affinchè venga assicurata una continuazione nei contratti di lavoro nel mondo dei call center”.

È quanto riferisce in una nota Venanzio Cretarola, coordinatore nazionale settore call center di Cisal Comunicazione, a seguito di un incontro che si è svolto il 17 gennaio, incontro convocato dal Ministero del Lavoro e dello Sviluppo, coordinato dal Giorgio Sorial, vice capo di gabinetto del Ministro, al quale sono stati invitate 9 sigle sindacali e le due associazioni datoriali Asstel e Assocontact, per un esame della situazione del settore call center.

“Le associazioni datoriali e le diverse organizzazioni sindacali si sono limitate ad elencare i problemi e le necessità del settore, ben noti da anni, fra i quali: delocalizzazione all’estero e dumping salariale, bassa marginalità, non applicazione integrale della clausola sociale, riduzione dell’occupazione, ammortizzatori specifici di settore, formazione continua, evoluzione tecnologica, esigenze di vigilanza sulla elusione e violazione delle norme, territorialità nei cambi di gestore”, spiega Cretarola.

La Cisal ha invece focalizzato l’attenzione sul tema “prioritario che rappresenta la precondizione per affrontare correttamente tutte le altre problematiche: la corretta applicazione della legge 11/2016 sulla clausola sociale che viene sostanzialmente disattesa fin dalla sua approvazione nel gennaio 2016. Ciò rischia di vanificare ogni impegno per il futuro del settore”.

Secondo Cretarola, “va cioè garantita la continuazione effettiva dei contratti di lavoro preesistenti (come evidente dal dettato normativo) unico modo che consente di tutelare i trattamenti normativi ed economici dei lavoratori, di evitare da un lato il dispendio di risorse pubbliche per indennità di disoccupazione e dall’altro l’erogazione alle aziende di agevolazioni di varia natura per l’assunzione degli stessi addetti precedenti, e nel contempo con stipendi progressivamente ridotti. Questo è l’unico modo anche per garantire parità di condizioni fra le aziende concorrenti evitando di penalizzare proprio quelle più corrette, oltre che garantire il potere contrattuale del sindacato e dei lavoratori nei casi di riduzione dei volumi di attività e di prezzo”.

“Abbiamo infine sollecitato – continua –  la massima attenzione sulle fasi conclusive procedura di gara Inps , nell’ambito della quale la battaglia che noi dall’Aquila portiamo avanti da oltre 2 anni ha già ottenuto risultati fondamentali. L’Inps infatti  ha fra i propri compiti istituzionali anche la verifica del rispetto delle norme e dei contratti in tutte le imprese. L’esito della gara può quindi rappresentare l’interpretazione autentica della clausola sociale per tutto il settore e in tal senso abbiamo nuovamente sollecitato un immediato intervento chiarificatore del Ministero del Lavoro, coma facciamo da due anni senza alcuna risposta”.

Abbiamo consegnato al dottor Sorial il documento dettagliato già da tempo trasmesso al Ministro Luigi Di Maio, immediatamente dopo la sua richiesta di invio di concrete proposte operative al fine di riconvocare il tavolo prevedendo anche la presenza delle grandi aziende committenti”, conclude.