L’AQUILA – “Non possiamo oggi continuare a tacere: esigiamo la verità. Cgil e Uil Telecomunicazioni dell’Aquila si sono per due volte inspiegabilmente sottratte a un confronto unitario, convocando da soli una assemblea spaccando incredibilmente l’unità dei lavoratori proprio nel momento più delicato della vertenza”.
Lo scrive in una nota, tornando a intervenire sulla complicata vicenda dei call center aquilani che vede 600 posti di lavoro a rischio, Venanzio Cretarola, presidente associazione Lavori@mo per L’Aquila e candidato consigliere alle prossime elezioni nella lista Socialisti e popolari a sostegno di Americo Di Benedetto.
Nota che arriva all’indomani delle accuse nei suoi confronti da parte di alcuni esponenti locali di Cgil e Uilcom.
LA NOTA COMPLETA
Abbiamo fatto di tutto per mantenere l’unità, nel prioritario interesse dei lavoratori. L’unità non si può garantire solo da una parte. Ora si sta abusando del nostro senso di responsabilità. Perché Cgil e Uil dell’Aquila proprio oggi rompono senza motivo l’unità dei lavoratori? Ciò nonostante l’unico spiraglio presente nel bando Inps è scaturito dalle nostre proposte.
Oggi stanno accadendo cose gravissime che, senza adeguate risposte, rischiano di mettere a repentaglio l’occupazione e il trattamento contrattuale dei lavoratori all’Aquila. Noi le abbiamo sapute pochi giorni fa.
Cgil e Uil hanno dichiarato di saperlo da tempo, ma non hanno informato i lavoratori e hanno rifiutato la nostra proposta di denunciare pubblicamente questa operazione che potrebbe avere risvolti inquietanti.
Transcom, capofila della commessa Inps, ha avviato la formazione completa di alcune centinaia di operatori di Almaviva di Napoli, che si dovrebbe concludere a dicembre 2017, cioè esattamente a fine commessa, e questo avviene dopo che incredibilmente è stato consentito alla stessa Almaviva di licenziare altrettanti operatori della sua sede di Roma, che lavoravano su Inps da anni, nel silenzio dei sindacati e del ministero dello Sviluppo economico che ha gestito la vertenza.
E questo accade dopo che Transcom aveva già formato nei mesi scorsi circa 250 operatori a Lecce per sostituire i licenziati di Almaviva di Roma.
La formazione a Napoli dovrebbe durare fino a dicembre, scadenza dell’ultima proroga della commessa in attesa del completamento della procedura di gara, che non contiene la garanzia del pieno rispetto della clausola sociale.
Nota ancora più allarmante: i sindacati, a febbraio 2017, hanno firmato un accordo per Almaviva Napoli con il quale si riducono pesantemente la retribuzione ed il trattamento normativo dei lavoratori: quindi si licenziano lavoratori per i quali si rispettavano i diritti sindacali e contrattuali e si gira la commessa a lavoratori ai quali si tolgono i medesimi diritti.
Questa operazione, con il necessario avallo di Inps, rischia di stravolgere le condizioni preesistenti, precostituendo inoltre condizioni migliori (sulle spalle dei lavoratori) a favore di una delle aziende concorrenti, proprio a ridosso dell’aggiudicazione del nuovo appalto.
È questa la linea dei sindacati per tutte le sedi del contact center Inps? Ritengono sul serio che non ci sia nulla da dire? È normale chiudere le sedi a costo contrattuale pieno per spostare il lavoro nelle sedi in cui si penalizzano solo i lavoratori?
Ancora una volta chiediamo: perché i sindacati nazionali non hanno mai convocato un coordinamento di tutte le 10 sedi Inps d’Italia? Perché non informano prima i lavoratori delle richieste che fanno a Inps? È del loro lavoro e del loro futuro che si parla, perché non si chiede mai la loro approvazione?



