L’AQUILA – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Roberto Ferrari, ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari per Corrado Troiano, socio della società Cyborg Srl, indagato dalla procura della Repubblica del capoluogo nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Caligola’ su presunte tangenti attraverso consulenze e assunzioni clientelari in appalti sull’informatica legati a fondi comunitari Por-Fesr e al programma di cooperazione tran frontaliero Ipa Adriatico.

Troiano è il primo a tornare in libertà dei sette arrestati di lunedì 16. Solo ieri c’era stato il suo interrogatorio di garanzia davanti al Gip Ferrari, giudice che per l’occasione ha sostituito il Gip Marco Billi, assente per improvvisi impegni familiari.

Troiano ha “risposto a tutte le domande, respingendo ogni addebito”, come chiarito dagli avvocati Francesco Grilli e Federico Squartecchia.

L’inchiesta “Caligola”, nuovo terremoto giudiziario in Abruzzo, è stata innescata da indagini della squadra Mobile di Pescara coordinate inizialmente dalla procura della città adriatica e poi da quella dell’Aquila, competente territorialmente.

Dopo la marcia indietro sull’arresto, sempre ai domiciliari, di Giancarlo Santariga, alto dirigente del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio Abruzzo Sardegna, si tratta del secondo caso in un giorno in cui un giudice dello stesso ufficio di quello che ha emesso le ordinanze di arresto ravvisa che non ci siano più le esigenze per la custodia cautelare.

Il pm titolare dell’inchiesta potrebbe presentare ricorso al tribunale del Riesame contro la decisione di Ferrari.

RIGETTATA RICHIESTA D’INTERDIZIONE PER NOTARANGELO

È stata rigettata dal giudice Roberto Ferrari, in sostituzione del gip del Tribunale dell’Aquila Marco Billi, la richiesta di interdizione dai pubblici uffici del direttore dell’Area organizzazione e riforma del servizio Mediterraneo della Regione Puglia, Bernardo Notarangelo, coinvolto nell’inchiesta sull’aggiudicazione dell’appalto per il servizio di valutazione in itinere del Programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013. Ne dà notizia lo stesso Notarangelo.

Notarangelo, che è stato ascoltato ieri da Ferrari e dal pm Antonietta Picardi, “si era dichiarato totalmente estraneo ai fatti, e fiducioso nell’intervento della magistratura. Gli era stato addebitato di aver presieduto la commissione di gara e di essere vice presidente dell’Oics, organismo appaltante”.

“Notarangelo non faceva parte della commissione di gara e questo è stato documentalmente provato – ha spiegato l’avvocato Gaetano Castellaneta – riteniamo di aver dato ampie spiegazioni sulle effettive dinamiche e sul ruolo tecnico del mio assistito ed apprezziamo il fatto che la misura interdittiva non sia stata accolta. Lui è stato indagato per un episodio che lo ha visto completamente estraneo e per un ruolo che non ha mai ricoperto”.

“Ringrazio la magistratura per aver fatto luce sulla vicenda – dichiara Notarangelo – e ancor più per la tempestività con la quale è stata pronunciata l’ordinanza di rigetto”.