L’AQUILA – “È una cosa gravissima, se questo è il calcio è uno schifo. Augurandoci che non sia così, la notizia è un incubo per noi e per la società”.

Così il vice presidente dell’Aquila calcio, Massimo Mancini, con parole miste a sorpresa, sgomento e amarezza, sull’inchiesta sul calcio scommesse che ha coinvolto la società sportiva con il fermo del ds Ercole Di Nicola.

“Chiaramente non sapevamo nulla, aspettiamo di capire di più, non condanniamo nessuno, però non dovevamo neppure essere sfiorati da questa vicenda per i sacrifici fatti e per la nostra onestà, insomma queste situazioni non ci appartengono, in tal senso, siamo fuori da questo mondo del calcio” – continua il dirigente rossoblù, il quale invoca che “qualcuno deve fare piazza pulita, siamo i primi a chiedere chiarezza e che si volti pagina”.

Mancini non pronuncia mai il nome di Di Nicola, ma sottolinea: “aspettiamo di conoscere i dettagli delle responsabilità, mi auguro che tutto si chiarisca, in caso contrario mi sentirei profondamente tradito e sarebbe la più grande delusione della mia vita”.

Secondo le prime informazioni, non ci sono indagati tra i rappresentanti della proprietà dell’Aquila calcio e tra il resto della dirigenza, il che significa che L’Aquila come società non è coinvolta a livello penale.

Bisognerà capire cosa succederà a livello di giustizia sportiva. In questo senso c’è molta preoccupazione tra i tifosi.

ZAFFIRI: “IL RUGBY E’ DIFFERENTE…”

“Aspettando che la giustizia faccia il suo corso, appurando la verità… ‪#‎l‬’aquila ‪#‎ilmiosportèdifferente‬ ‪#‎differentspirit‬”.

Così l’ex capitano dell’Aquila Rugby, Maurizio Zaffiri, commenta sulla propria bacheca Facebook la notizia dell’arresto del responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Calcio Ercole Di Nicola.

MASTROPIETRO: “IL CALCIO PROSEGUIRA”’

È in corso un summit tra i soci dell’Aquila Calcio dopo lo scandalo dell’inchiesta sul calcioscommesse che ha portato all’arresto del responsabile dell’area tecnica della società rossoblù, Ercole Di Nicola.

I dirigenti, tra i quali fin qui ha parlato pubblicamente il solo vice presidente, Massimo Mancini, devono decidere la strategia alla luce della grave vicenda giudiziaria che ha coinvolto la società iscritta al campionato di Lega Pro.

Il direttore generale, Ugo Mastropietro, aquilano doc, ha sottolineato “la massima fiducia nella magistratura, siamo sicuri che sarà fatta chiarezza, intanto siamo umanamente molto vicini alla famiglia di Di Nicola”.

“Noi aquilani ce la metteremo tutta perché il calcio in questa città prosegua, considerando che, a oggi, L’Aquila Calcio non è indagata né ci sono state perquisizioni. Per noi, naturalmente, è un fulmine a ciel sereno, avendo appreso la notizia dagli organi di stampa”.

LA CITTA’ CALCISTICA TREMA

Intanto la piazza è molto preoccupata per le conseguenze che l’inchiesta sul calcioscommesse che ha portato all’arresto del direttore sportivo, Ercole Di Nicola, può provocare a livello sportivo.

Un epilogo che mette a rischio la permanenza della società in Lega Pro, la ex serie C1, riconquistata da 3 anni, anche se la proprietà e il resto della dirigenza non sono indagati.

Il verdetto sarà emesso dalla giustizia sportiva che si attiverà sulla base delle carte di quella penale.

Per la piazza aquilana, che ha vissuto due cancellazioni nel 1993 e nel 2003 a causa di pesanti situazioni debitorie, con la ripartenza dal campionato di eccellenza, è il ritorno di un incubo.

Ancora con le bocche cucite i capi ultras, parla uno storico tifoso vip, il notaio Federico Magnante Trecco.

“Mi dispiace molto per il coinvolgimento dell’Aquila – spiega – Mi auguro che emerga la completa estraneità della società e che, quindi, non sia compromesso il futuro sportivo di un sodalizio che è stato brillantemente gestito  dalle dirigenze che si sono succedute negli anni. La speranza è che tanti sacrifici e passione non siano vanificati”.

CIALENTE: “SONO DISGUSTATO, CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE”

Il Comune dell’Aquila si costituirà parte civile nel processo legato all’inchiesta sul calcioscommesse della procura di Catanzaro “per i danni morali causati da questa vergognosa vicenda che apre una ferita gravissima nelle tante comunità colpite”.

Lo annuncia un arrabbiato sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando l’inchiesta sul calcioscommesse che ha sconvolto il mondo del pallone.

“I sindaci devono reagire, devono scatenarsi per difendere le comunità, i dirigenti e i calciatori che non sono mercenari, fanno sport per miglaia di tifosi per i quali si deve avere rispetto”. afferma.

Cialente, sindaco della città colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, si dice “nauseato perché è stato un colpo basso alla città che nel tifo per la propria squadra fa passare l’orgoglio, la rivincita, la rinascita, il calcio, come il rugby fa vivere gli stessi sentimenti ai tifosi. È il simbolo di un territorio e delle migliaia che seguono le vicende sportive”.

“Questa vicenda mi disgusta perché da un anno stiamo facendo un duro lavoro nascosto di sostegno, di ricerca di nuovi soci e nelle numerose riunioni svolte, per il calcio e il rugby, ho potuto constatare la passione, la partecipazione e la preoccupazione dei dirigenti per i risultati sportivi e per il futuro – continua Cialente – Sono disgustato e offeso. Direttori sportivi e calciatori sono trattati benissimo e devono mostrare senso di responsabilità verso i territori nei quali giocano”.

PEZZOPANE: ”FATTO GRAVE CHE COLPISCE UNA CITTA’ GIA’ FERITA”

“L’arresto del responsabile dell’area tecnica dell’Aquila calcio Ercole Di Nicola è un fatto gravissimo che colpisce una città, già duramente ferita, e una squadra che sta lavorando duro per ottenere risultati. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno e mai avrei immaginato che la corruzione potesse arrivare addirittura alla Lega Pro e alla Lega D di calcio, ma così è”.

Così la senatrice Stefania Pezzopane sull’inchiesta sul calcio scommesse che ha coinvolto anche l’Aquila Calcio. 

“Ci auguriamo che si faccia piena luce e che la squadra de L’Aquila, che tanto sta a cuore a tutti noi, e che sta facendo sforzi enormi sia estranea ai fatti come ha detto il vicepresidente Mancini e come fanno presupporre per ora gli inquirenti – prosegue – Una vicenda triste che rischia di infangare anche chi non c’entra e l’immagine di uno sport al centro dei riflettori. Chi lavora nel calcio deve essere più onesto degli altri, perché è un mondo che  costituisce un esempio per tanti giovani. Ai tifosi va la mia assoluta solidarietà”.