L’AQUILA – Rischia di essere un’estate dura per L’Aquila Calcio.
L’arresto dell’ormai ex responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola nell’ambito di una maxi inchiesta sul calcioscommesse va visto, per quel che riguarda le possibili punizioni inflitte dalla Procura Federale in ambito di giustizia sportiva, su due fronti, al di là della richiesta di radiazione per Di Nicola, il quale, dalle carte e dalle intercettazioni emerse fino ad oggi, è in una posizione di assoluta gravità.
Invece per la società rossoblù, che ha promesso battaglia perché si sente ingiustamente a rischio punizione, si devono considerare due fronti.
Tutto dipenderà dall’accusa: se sarà per responsabilità oggettiva della società, in quel caso scatterà una penalizzazione di 3 punti, quindi illecito sportivo per ogni partita dell’Aquila Calcio finita sotto inchiesta – fino ad oggi quattro match – e quindi 12 punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione restando in Lega Pro; se sarà invece per responsabilità diretta, scatterà la retrocessione in Serie D con penalizzazione punti, il che, tradotto, significa che Di Nicola, da “semplice” tesserato, verrà considerato a tutti gli effetti un factotum della società – nonostante non abbia mai avuto alcun potere speciale come ad esempio quello di firma per gli accordi con i procuratori sportivi, come provato nella dichiarazione di ruoli e responsabilità che la società ha comunicato alla Lega a inizio stagione – il che sarà un’aggravante decisiva per la società del presidente Corrado Chiodi il quale, insieme al vice Massimo Mancini, ha da subito alzato la voce.
“Non è possibile pensare di controllare 24 ore su 24 persone che poi si scopre si comportano in un certo modo per un ritorno personale, cosa che esula dal lavoro regolare per una società di calcio”, le parole di Chiodi.
Per Mancini, “L’Aquila Calcio non permetterà di far distruggere ciò che è stato conquistato in anni di fatica e onestà. Siamo qui ancora più forti e decisi di prima per tutelare un patrimonio sportivo della città e per difendere chi come la tifoseria rossoblù si sente tradita ed è arrabbiata per ciò che sta accadendo”.
AVVOCATO TORTORELLA, ”LA SOCIETA’ NON C’ENTRA NIENTE”
“Non conosciamo ancora la posizione di Ercole Di Nicola, ma da quanto emerso fino ad oggi L’Aquila Calcio non c’entra nulla”, le parole di Flavia Tortorella, avvocato di origini chietine, ‘fresca’ di ingaggio da parte dell’Aquila Calcio per impostare la difesa in sede di giustizia sportiva.
“Però dobbiamo dire che è ancora presto per valutare la situazione – afferma Tortorella ad AbruzzoWeb – si tratta per ora di un caso di coinvolgimento a specchio, per comprendere il tutto serve capire quale ‘immagine’ ci sia nello specchio”.
“Non va dimenticato – precisa l’avvocato – che la giustizia sportiva ha delle proprie regole e un’autosufficienza nell’operare e nell’amministrare la giustizia, le regole sono loro, ma comunque si ispirano ed ha mutuato tantissimi istituti e principi dalla giustizia ordinaria. Ci sono degli istituti che però vanno rivisti, dei casi concreti negli ultimi hanno dimostrato c’è questa necessità, uno di questi è la responsabilità oggettiva, il cui processo di rivisitazione è già in atto, era pervicace all’inizio ma oggi si è affievolito”.
“L’ordinamento sportivo – sottolinea quindi l’avvocato – non dà strumenti alle società per ovviare a certe situazioni, quindi da una parte non può chiedere di rispondere ai propri tesserati se non dà loro modo di vigilare con strumenti riconosciuti – conclude Tortorella – ma è chiaro che il caso concreto debba prevalere sul caso astratto. Qui le società sono vittime inconsapevoli di determinati soggetti e non si può affossare le società stesse, se non c’è collusione va detto e va riconosciuto. E poi, il calcioscommesse ha dei propri moduli che nella fattispecie non vedo, manca qualcosa, può esserci davvero tra uno sganciamento totale fra la società e Di Nicola, per ora l’unico nome ‘uscito’ per quel che riguarda L’Aquila Calcio”.
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