L’AQUILA – C’è un’attesa snervante in casa dell’Aquila Calcio, dopo il ricorso in Corte d’Appello federale nell’ambito dell’inchiesta ‘Dirty Soccer’ sul calcio scommese.
La Corte la settimana prossima dovrebbe comunicare o il taglio o la conferma della penalizzazione in primo grado per la società rossoblù, punita con un -14 (-1 a inizio stagione, poi -13) dopo una richiesta di -31, cosa che avrebbe portato al ritiro della squadra dal girone B di Lega Pro.
Dalle parti della società di Corrado Chiodi, con la squadra di Carlo Perrone in lotta per la salvezza (terzultimo posto, 20 punti in classifica), dopo aver quasi annusato la zona play-off, c’è fiducia ma pure cautela tra le difficoltà nel portare avanti, al netto degli errori in cui può incappare una dirigenza, una stagione seduti su un’altalena.
Il realismo societario, comunque, guarda all’esito meno felice ma non totalmente drammatico, quello della conferma del -13.
Anche perché, ragionano in società, è difficile che si sconfessi ulteriormente l’iniziale richiesta di -31.
Il tutto, va detto, a inizio marzo, quindi a stagione che si avvia alla conclusione, dopo mesi e mesi di burocrazia e ricorsi, con i giocatori che in campo devono scendere con la testa non completamente libera, con un pubblico che al “Fattori” è sempre più esiguo, nonostante i tentativi via marketing per riavvicinare la gente e con lo stadio di Acquasanta che ancora non riesce a diventare a tutti gli effetti la nuova casa dell’Aquila Calcio.
Intanto l’altro ieri, lunedì 29 febbraio, la Corte d’Appello Federale, a sezioni riunite, presieduta da Gerardo Mastrandrea, ha deciso di restituire 3 punti al Teramo Calcio e 2 al Savona dei 6 di penalizzazione inflitti alle società, nell’estate 2015, nel processo sulla combine della gara giocata il 2 maggio sul campo ligure, finita 2-0 per i biancorossi che ottennero la promozione anticipata in Serie B, poi revocata per illecito sportivo.






