TERAMO – Terza vittoria consecutiva, imbattibilità conservata e secondo posto prepotentemente rinsaldato.
L’affermazione ai danni del Chieti per 2-0 ha consegnato al Teramo molte note liete, tra le quali emerge anche l’ovvia soddisfazione per aver fatto proprio un derby tanto sentito come quello contro i cugini neroverdi.
C’era da tenere a bada l’onda d’entusiasmo della band di Pino Di Meo, reduce da due rifocillanti successi, e c’era soprattutto da spegnere sul nascere il senso di appagamento che un’impressionante striscia di risultati positivi poteva tranquillamente generare nell’animo dei giocatori.
Tutti esami superati a pieni voti da Speranza e soci, i quali, dopo aver sonnecchiato nel primo tempo, hanno inserito il turbo nella seconda frazione, trovando due marcature entrambe emblema della caparbietà e del cinismo del collettivo biancorosso.
Già, collettivo. Si sta rivelando proprio questo il segreto dei successi del Diavolo, poiché quando interpreti del calibro di Dimas o Bernardo incappano in una giornata storta, ecco che la gara viene risolta da chi meno te lo aspetti, nel caso di domenica scorsa da Casolla e Pacini, non certo due titolari inamovibili nello scacchiere di mister Vivarini.
Se a questo aggiungiamo che in casa (harakiri con il Tuttocuoio a parte) la retroguardia non ha mai mostrato alcuna crepa mantenendo la porta inviolata, ecco che il Teramo assume con contorni sempre più definiti le sembianze di una vera e propria corazzata.
Corazzata che non ha intenzione di fermarsi: la piazza d’onore, consolidata da un vantaggio di quattro punti sulla terza, è già un ottimo risultato, ma come ogni grande squadra che si rispetti, ora l’obiettivo diventa quello di provare ad agguantare senza troppi assilli il primato.
Sfida difficile, ma stimolante, considerando che la vetta, distante una sola lunghezza, è occupata dal Cosenza dell’ex tecnico biancorosso Cappellacci.






