L’AQUILA – Si è concluso con un mini-sconto il ricorso della società calcistica aquilana Oratoriana, che disputa la Prima categoria, contro la squalifica del suo calciatore Francesco Tartaglia, espulso per aver reagito con un pugno alla provocazione di un calciatore del Capistrello che gli ha dato del “terremotato” nel match del 14 novembre scorso, sospeso al 47’ st sul 3-2 per i marsicani.
Le cinque giornate di squalifica sono diventate quattro, i 300 euro di multa sono scesi a 200. Ma, questo il dato importante, almeno ufficialmente lo sconto non c’è stato per il particolare della provocazione sul sisma del 6 aprile 2009.
“Il giudice sportivo – spiega il direttore tecnico Giancarlo Vitaliani – aveva sentito parlare dell’episodio, anche per via degli articoli di giornale, ma sulla decisione fa fede solo il referto dell’arbitro, che tra l’altro era uno esperto, e lì non c’era scritto nulla”.
Viceversa lo sconto sarebbe potuto essere maggiore ma, come spiegato sia dai fischietti che dal giudice sportivo Giovanni Lely, se il particolare della provocazione non è menzionato nel referto c’è poco da fare.
Alla fine non è stato fatto il ricorso sull’omologazione del risultato finale della partita, finita 3-2 per i marsicani. “È stata una scelta del presidente”, spiega brevemente Vitaliani, che ci tiene a un chiarimento: “Non vorrei che si pensasse che l’Oratoriana va in giro per i campi a fare casino. A Capistrello – ricorda – il parapiglia è scoppiato per colpa di un giocatore e quattro persone sugli spalti”.
“Ora che ci siamo passati – conclude – abbiamo capito che una provocazione, anche sul terremoto, non giustifica che si spacchi la faccia a un avversario. Però un conto è dirlo al telefono con calma, un conto pensarci a caldo, con qualcuno che te lo urla in faccia”.
L’avvocato aquilano Fabrizio Fiaschetti, che si occupava del ricorso per il caso-Tartaglia, ha denunciato su AbruzzoWeb questo episodio di calcio sleale come punta dell’iceberg di una vera e propria tendenza: quella dell’insulto subdolo al calciatore aquilano allo scopo di farlo reagire. Denuncia che ha trovato riscontro nelle testimonianza di alcuni calciatori anche di categoria superiore.
Su queste provocazioni sia il Comitato abruzzese della Lega nazionale dilettanti (Lnd), per bocca del presidente, Daniele Ortolano, sia l’Associazione italiana arbitri (Aia), con il presidente abruzzese, Pasquale Rodomonti, hanno promesso di tenere gli occhi aperti, a patto però che i calciatori aquilani si sforzino di non reagire in modo violento alle provocazioni in ogni caso. (alb.or.)
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