CHIETI – Babbo Natale Croce e il guardalinee Trasarti di Teramo regalano al Chieti un Natale agrodolce e con un pizzico di rammarico. Il Celano è la bestia nera dei neroverdi, un vero e proprio tabù che neanche l’iniziale vantaggio di Anastasi è riuscito a sfatare.
Un derby condizionato dagli episodi che, stavolta, hanno detto male al Chieti. “Il calcio è così – ha spiegato il tecnico neroverde Silvio Paolucci – purtroppo abbiamo avuto tutti episodi negativi. Il rigore? Sinceramente non l’ho visto ma il gol di Gammone era regolarissimo. Inoltre, Ferrara doveva essere espulso perché, già ammonito, ha commesso molti falli di ostruzione”.
Ma, arbitri o non arbitri, Paolucci non cerca alibi e accetta il risultato: “Assolutamente sì – ha aggiunto – è un pareggio che ci può anche stare, noi abbiamo sbagliato tanto sotto porta e non abbiamo sfruttato al meglio diverse ripartenze. Nel calcio vince chi sbaglia meno e noi, ieri, abbiamo sbagliato tanto in una partita che potevamo benissimo fare nostra”.
Ma l’amarezza dei due punti persi lascia spazio alla soddisfazione di un primo bilancio di stagione più che positivo, al di là di ogni più rosea aspettativa. Il Chieti chiude il girone di andata di Seconda Divisione e il 2011 con 34 punti, in piena zona play-off con un vantaggio di +6 sulle settime Aprilia e Gavorrano. Meglio di così non si poteva fare.
“Darei un bel 10 in pagella ai miei ragazzi – è il commento di Paolucci – siamo forse la seconda squadra più giovane del girone, stiamo crescendo e posso solo fare loro i complimenti. Gammone? Sta facendo benissimo”.
Proprio lui, Antonio Gammone (93′), ieri ha visto negarsi un gol regolarissimo. Per l’esterno ex Bari, sarebbe stato un altro sigillo pesante dopo quello di Giulianova. “Il mio gol era regolarissimo – ha spiegato Gammone – perché sono partito nettamene dietro la linea difensiva. Mi dispiace tantissimo perchè potevamo conquistare altri tre punti fondamentali”.
Nessun dramma, va bene così: questo Chieti merita solo applausi. Ora, appuntamento all’8 gennaio nella trasferta di Milazzo. Prima, però, c’è il mercato di riparazione con la società teatina che non si farà trovare impreparata.






