GIULIANOVA – Il Giulianova è tornato dalla trasferta di Isola Liri con un punto e nel frattempo il sindaco, Francesco Mastromauro, ne ha approfittato per fare il punto della situazione sul caso “Fadini”.
Il primo cittadino ha chiarito come le cause della chiusura dello stadio non sono dovute solo alla mancanza di un impianto antincendio ma all’inasprimento di alcune normative sulla sicurezza.
“Fino allo scorso anno garantivo l’agibilità dello stadio sotto la mia personale responsabilità – ha spiegato Mastromauro – ma dal 2011 una normativa ha inasprito le norme di sicurezza soprattutto verso quegli stadi, come il nostro, ubicati nel centro urbano e che non hanno vie di fuga, tornelli eccetera”.
“Il paradosso – ha aggiunto Mastromauro – è che per le partite di serie D come, per esempio, Teramo-Sambenedettese non ci sono problemi nonostante i 5 mila e rotti spettatori mentre se la stessa partita si dovesse giocare in Lega Pro e quindi al ‘Fadini’ si dovrebbe giocare a porte chiuse. Mi chiedo, perchè in serie D il ‘Fadini’ può ospitare una partita di 5 mila spettatori e in Lega Pro nemmeno una con scarse centinaia di persone?”.
La situazione comunque dovrebbe sbloccarsi a breve, anche domani, con la Lega che si pronuncerà sulla possibilità del Giulianova di utilizzare il campo di Roseto per le partite casalinghe.
Il sindaco Mastromauro ha lanciato anche un appello all’imprenditoria locale per investire nel calcio: “Giulianova è una piazza importante per fare del calcio uno sport virtuoso, spero che qualcuno si avvicini per un progetto pluriennale. Il comune? Noi non possiamo più versare denaro nelle casse della società, è la legge che ce lo vieta”. (g.giar.)






