CELANO – Dopo cinque anni di alti e bassi tra i professionisti, il Celano torna nei dilettanti.
E’ la matematica a condannare la squadra marsicana, ultima a venticinque punti ma con nove lunghezze da recuperare sul quartultimo posto occupato dalla Vibonese: missione praticamente impossibile perché, a tre partite dalla fine, pur arrivando a pari punti, i calabresi hanno gli scontri diretti a favore.
E’ la fine di una lenta agonia cominciata sin dalle prima giornate con i numeri che inchiodano inevitabilmente il Celano alla retrocessione più che mai meritata perché, eccezion fatta per qualche partita in cui è mancata un po’ di fortuna, non c’è stata una programmazione societaria e la rosa non è stata all’altezza.
“E’ stata una stagione maledetta – è il commento del tecnico Michele Facciolo – e la sconfitta di ieri è proprio l’emblema di un’annata in cui ci è girato tutto storto: anche a Eboli, infatti, abbiamo espresso un ottimo calcio e creato sei palle gol nitide ma abbiamo perso contro una squadra che non vinceva da quattro mesi. Abbiamo avuto problemi sia in fase realizzativa (29 gol fatti) che in quella difensiva (70 subiti) e, con questi numeri, è difficile salvarsi”.
Ancora tre giornate (Milazzo, Neapolis, Chieti) per lasciare i professionisti almeno con dignità, cercando di evitare magari l’ultimo posto.
“Ora cercheremo di onorare la maglia – conclude Facciolo – per cercare, appunto, di evitare l’ultimo posto anche se sappiamo che non sarà facile ma abbiamo l’obbligo morale di provarci”.
Il futuro del Celano è ancora tutto un rebus: il presidente Ermanno Piccone ha di recente dichiarato che avrebbe lasciato la società in caso di retrocessione ma, per le decisioni definitive, aspetterà probabilmente la fine del campionato. (g.giar.)






