L’AQUILA – La sconfitta non gli va giù. Per carattere, per natura.
E quando la sconfitta gli arriva fra capo e collo con una palla gol tua, tutta tua, che viene sventata sul fischio finale, allora il fegato deve bruciare almeno fino a metà settimana, pure se la capoccia pensa alla partita successiva, in tal caso col Benevento.
A Perugia, la sua cara, vecchia Perugia dove ha giocato e allenato, Giovanni Pagliari e L’Aquila Calcio non sono riusciti ad agguantare il secondo pareggio nel giro di poco più di dieci minuti. In dieci contro undici dopo poco, contro il ‘Grifo’, al ‘Curi’, stadio che a questi livelli un po’ di timore lo mette, ma solo un po’, perché i ragazzi di Pagliari gli attributi li ha tirati fuori seppur dopo averli tenuti ben caldi per una ventina di minuti (nel pacchetto il gol dei padroni di casa su rigore da mugugno), non certo da primi della classe contro una nobile in cerca di punti per dare una svolta a un campionato grigio.
“Faccio Io faccio fatica a smaltire le sconfitte – dice il mister dei rossoblù ad AbruzzoWeb – ma adesso c’è il Benevento, quindi devo regalare la mia rabbia ai ragazzi in vista di una partita difficilissima contro una delle squadre migliori del girone”.
E quella palla gol alla fine? Se Infantino l’avesse buttata dentro, se il difensore del Perugia non si fosse immolato, sarebbe stato un tripudio. Perché anche un pareggio, in inferiorità numerica, può essere un tripudio, chiedere ai 600 e passa aquilani al seguito della squadra.
“La palla gol me la tengo pure se non abbiamo segnato – risponde Pagliari – perché è il segnale della forza caratteriale di questa squadra che come me non molla mai”.
Due parole sulla scelta di rinunciare al baby Ciciretti per dare più spazio all’esperto Gallozzi sull’esterno. Sembrava una scelta dettata più dal carattere del secondo che dalle qualità tecniche del primo, non dalla necessità tattica, nel ‘catino’ del Grifo ci può stare. Ma Pagliari smentisce categoricamente. “Scelta tattica, volevo avere qualcuno che fosse più bravo a raddoppiare”.
E domenica, come già scritto, il Benevento. “Sarà dura ma lo sappiamo. Il campionato è questo, non è che all’improvviso diventa semplice. Noi ci siamo, vogliamo continuare a esserci. Col carattere e con la rabbia che ci ha fatto togliere grandi soddisfazioni fino a questo momento”.






