PESCARA – Ufficializzato oggi il divorzio fra il Pescara e Fabrizio Lucchesi.
Dopo due stagioni contrassegnate dalla vittoria del torneo di Prima Divisione e da una comoda salvezza nell’ultimo torneo di B, l’ormai ex direttore generale, che in passato ha lavorato per Roma, Empoli, Fiorentina e Avellino, lascia la società biancazzurra alla scadenza naturale del contratto.
Un saluto senza veleni, ma con alcune sottolineature importanti: “Approfitto per salutare i tifosi, la città e chi mi ha voluto bene. Per me sono state due stagioni importanti e dense di soddisfazioni. È stato un matrimonio bello e importante in un contesto, quello biancazzurro, che vive di calcio”.
“Da alcuni mesi avevo maturato la decisione di lasciare – ha aggiunto Lucchesi – dopo aver ravvisato che non c’erano le condizioni per andare avanti. Mancava una condivisione dei programmi con la dirigenza. Per questo vado via, con la consapevolezza di aver lavorato bene. Avrei lasciato Pescara solo per una piazza importante di serie A. Ora rimarrò fermo, visto che in questo momento non ho trattative in corso. Qualche settimana fa ho avuto qualche richiesta che però non ho valutato soddisfacente”.
La società, almeno per il momento dovrebbe lasciare vacante il ruolo di direttore generale. Il mercato sarà interamente curato dal direttore sportivo Daniele Delli Carri.
Lucchesi parla anche delle sensazioni delle ultime settimane: “Da tempo parlava con i dirigenti per capire se proseguire in questa avventura. Alla fine ho preso questa decisione con la testa. Se l’avessi fatto con il cuore sarei rimasto per tanti anni. La testa mi ha portato a dire che il mio lavoro, per una serie di situazioni, era arrivato al capolinea. Non c’erano le condizioni per andare avanti, anche se con i dirigenti non ci sono stati problemi visto che questa conferenza stampa l’ho fatta nella sede sociale e non in riva al mare”.
Lucchesi ha parlato anche della particolarità della società Pescara: “Il Pescara è una società calcistica un po’ atipica, con tanti dirigenti. In questo caso c’era e c’è un tipo di managerialità particolare che costringe a lavorare in un certo modo. Per questo ho accettato per alcuni versi una sorta di compromesso, operando in condizioni diverse rispetto al passato. Tutto è andato bene, ma come tutte le cose c’è sempre una fine”.
Lucchesi ha anche, per così dire, respinto alcune “bischerate”: “Se qualcuno dice che al mercato si è speso troppo dice una cosa non vera. Una cativeria così come quella che riferirebbe di rapporti cattivi con alcuni dirigenti e con il direttore sportivo Delli Carri. Tutto il contrario, visto che l’anno scorso Delli carri io l’ho difeso a spada tratta”.
L’ultima battuta è su Zdenek Zeman: “Ci avrei pensato una notte in più. E questo non per il valore del tecnico, ma perché se prendi un allenatore così, come società devi adattarti a lui. Zeman è l’allenatore ideale per Pescara, ora bisogna vedere se questa è la società ideale per lui”.






