L’AQUILA – “Ho regalato la maglia rossoblù, quella che indosso sempre con orgoglio, a una persona disabile. Non capisco perché qualche tifoso si è arrabbiato”.
Il giorno dopo l’incredibile 2-2 contro il Barletta, ottava giornata del girone B di Prima Divisione, l’attaccante dell’Aquila Calcio Saveriano Infantino, che a Barletta ha lasciato ottimi ricordi, (tre anni, una ventina di gol e una promozione in C1 da protagonista), vista l’accoglienza che gli ha riservato la tifoseria locale, è ancora arrabbiato.
“Le critiche da parte di qualche tifoso non mi interessano – dice l’attaccante rossoblù ad AbruzzoWeb – non penso che regalare una maglia a cui si tiene così tanto a una persona che soffre molto sia un problema, pure se tifa Barletta o un’altra squadra. E anche se l’avessi regalata a un amico, stessa storia, non può e non deve essere un problema. Per me il discorso è chiuso”.
Tolto di mezzo questo capitolo, Infantino passa all’analisi di una partita che non riesce proprio a digerire.
“Avevamo rimesso sui binari giusti una partita che onestamente avevamo sbagliato – ammette – pur andando in vantaggio prestissimo con il gol di Carcione. Forse segnare così presto ci ha fatto rilassare, pensavamo di poter giocare facilmente e questo è stato un errore che non dobbiamo più ripetere. Peccato per l’espulsione di Di Maio. In 11 contro 11, pure se il calcio non si fa con il senno di poi, probabilmente non sarebbe andata così. Del Pinto alla fine ci aveva illusi, il 2-1 poteva significare il primo posto da soli. Invece…”.
Invece Picci al 51′, anzi, meglio scrivere al minuto 96, pareggia una partita in modo clamoroso dopo l’altrettanto clamoroso 1-1 dell’aquilano Del Pinto allo scadere.
“Prendiamo questo pareggio per quello che è e ne facciamo tesoro, ma comunque ci godiamo il primo posto anche se insieme ad altre squadre – conclude Infantino – senza dimenticare che siamo una squadra forte e che proprio per questo non possiamo permetterci certi cali di tensione. Il turno di riposo ci farà bene, ci riposiamo e poi torniamo alla carica”. (r.s.)






