PESCARA – Doveva arrivare a Pescara nel 1986, ma poi alcune vicissitudini fecero sì che lui andasse a creare il fenomeno Foggia e noi vivessimo una stagione meravigliosa con Gianni Galeone. Casi della vita.
Ma, si sa, nulla accade a caso e ci saranno state delle scelte superiori che noi, semplici mortali, possiamo solo accettare senza tentare di capire il perché accadano simili cose.
In ritardo, ma è arrivato, e l’entusiasmo ha subito contagiato la maggior parte dei tifosi.
Dico la maggior parte e non la totalità perché, in verità, qualche dissenso si fa sentire motivando con la preoccupazione dello stile di lavoro di Zeman che, prediligendo i giovani e un modulo di gioco che alcuni ritengono capito dagli altri allenatori che hanno studiato le contromosse, potrebbe non avere successo e lasciarci in corso d’opera con grossi problemi considerando che un altro trainer potrebbe non essere capace di gestire una nidiata di giovani calciatori.
Questa, dicevo, è una minoranza. La maggioranza, invece, non vede l’ora che cominci il lavoro vero e godersi lo spettacolo calcistico zemaniano.
Il mister ha avuto quasi carta bianca essendo, oltre che allenatore, anche responsabile tecnico per cui la campagna acquisti la sta facendo lui e Delli Carri ha il compito solo di vendere i giocatori che a lui non piacciono.
Zeman ha convocato a Pescara alcuni dei giocatori che hanno fatto benissimo con lui a Foggia lo scorso anno e altri seguiti nei diversi campionati ma tutti con una caratteristica peculiare: gioventù e capacità di corsa, vedi Insigne, Togni, Romagnoli, Balzano…
Al momento attuale mancano dei centimetri in difesa e qualche altro giocatore in attacco. I nomi sono stati forniti da Zeman e sarà Delli Carri a dover provvedere in sede di mercato.
Il tifoso medio pescarese, specie quello con qualche anno sulle spalle, vive dei ricordi di Galeone e del suo gioco spumeggiante ed è certo di poter rinverdire quei fasti calcistici.
LA SCHEDA – IL CALCIO DI ZEMAN
Il calcio di Zeman è un calcio offensivo, su questo non ci sono dubbi. Il calcio di Zeman è probabilmente un calcio anche un po’ utopistico, visto che è sempre e comunque immodificabile (se non nelle sfumature).
Probabilmente la sfortuna di Zeman è stata quella di venire ad allenare in Italia, patria del calcio difensivista, quando il suo credo sarebbe stato sicuramente più apprezzato da altre culture calcistiche (olandese e spagnola su tutte).
Il fatto comunque di essere un tecnico controcorrente lo ha reso famoso perlomeno quanto la sua abilità di allenatore. Come detto il calcio di Zeman è un calcio offensivo e dall’idea di voler attaccare sempre e comunque deriva anche il modo di difendersi.
Non è assolutamente vero che le squadre di Zeman non hanno schemi difensivi. Anzi, probabilmente, è vero il contrario e cioè che gli schemi difensivi delle squadre del mister boemo sono tra i più sofisticati in assoluto.
Zeman è uno che ama difendersi attaccando. La prima arma difensiva di cui deve disporre la sua squadra è la capacità di attaccare generando di conseguenza preoccupazione negli avversari.
In situazione di non possesso palla le squadre di Zeman non amano temporeggiare in attesa dell’errore avversario, ma sono pronte ad attivarsi per proporre un pressing continuo nella zona della palla.
La squadra cerca la superiorità numerica nei pressi della palla e per questo è pronta ad avanzare in blocco ricorrendo di frequente al fuorigioco in conseguenza del fatto che i due difensori centrali si trovano spesso a giocare in parità numerica contro gli avversari.
Per il calcio di Zeman questo però non è un limite ma una condizione necessaria per arrivare a recuperare e ripartire il più velocemente possibile.
Anche il ruolo di portiere delle squadre di Zeman ha caratteristiche particolari dovuti all’atteggiamento tattico che la squadra sul campo deve avere.
È fondamentale che l’estremo difensore sia bravo con i piedi e non tanto per intervenire in qualità di libero quanto per il fatto che giocando con la linea alta spesso i difensori conquistano palla con spalle rivolte alla porta avversaria e devono avere come soluzione praticabile e a sicura lo scarico per il portiere.
È per questo motivo che ha chiesto un altro portiere oltre Pinsoglio, tipo Santarelli, Avramov, Concetti.
Come detto quindi, le squadre di Zdenek non sono prive di schemi difensivi anzi è probabilmente l’eccessiva sofisticatezza degli stessi che rende il sistema difensivo del boemo non sempre impermeabile.
Non è però possibile ricorrere a marcature personalizzate, chiusura degli spazi per accorciamento della squadra all’indietro quando la filosofia con cui si scende in campo è quella di attaccare, attaccare e ancora attaccare.
Del calcio di Zeman piacciono, soprattutto, la varietà e la capacità con cui le sue squadre riescono a proporre la fase di possesso palla.
Ogni movimento della squadra è teso a guadagnare spazio; è difficile veder fare ai giocatori di Zeman due passaggi senza guadagnare campo.
Continue verticalizzazioni, inserimenti nello spazio e rapidità di manovra sono gli ingredienti principali del calcio d’attacco delle squadre del Boemo.
Per uno sportivo che va allo stadio a godersi uno spettacolo calcistico probabilmente la fase offensiva della squadra di Zeman è il non plus-ultra.
I movimenti coordinati della catena laterale (difensore esterno – centrocampista laterale – ala) sono altamente organizzati allo scopo di crearsi spazio a vicenda con l’obiettivo di avanzare verso la porta avversaria per il gol.
Le ali e la punta centrale sono sempre pronte ad attaccare la profondità per ricevere il “filtrante” del compagno.
Il centrocampista laterale nello scacchiere di Zeman deve essere sempre pronto ai tagli in verticale di secondo tempo aventi lo scopo di occupare la posizione lasciata libera dall’ala e fornire una soluzione ulteriore al possessore di palla.
Insomma un gioco spettacolare che deve essere accettato, capito e realizzato dagli undici che scendono in campo.
La filosofia calcistica di Zeman o si ama o si rifiuta. Ma chi vuole giocare con lui deve sposare totalmente le sue idee di gioco e correre, correre e, se ha ancora fiato, continuare a correre.
Da punto di vista societario, comunque, è stato sicuramente una ottima operazione di marketing.
I benefici effetti avrà modo di registrarli il cassiere biancazzurro vista la frenesia che aumenta giorno dopo giorno tra i tifosi.



