L’AQUILA – Anche in Abruzzo continuano a diminuire rapine a danni di attività e cittadini, come pure i furti negli appartamenti e in strada.
La regione è però ottava in Italia assieme alla Toscana per l’indice complessivo della criminalità predatoria, con la provincia di Pescara che alza la media, decima in Italia.
Questa è la fotografia scattata dal Rapporto dell’Osservatorio intersettoriale sulla criminalità predatoria (Ossif), a cura del Centro di ricerca dell’associazione bancaria italiana (Abi), presentata a metà dicembre e relativa ai dati del 2019.
Una indagine accurata e calata sui singoli territori, utile per approfondire la conoscenza del modus operandi criminale, analizzare l’incidenza dei danni procurati a ciascun settore economico ed evidenziare le aree maggiormente esposte.
In attesa del rapporto relativo al 2020, anno che da una parte ha visto una ulteriore riduzione della criminalità predatoria, anch’essa messa in “crisi” dal lockdown e dalle limitazioni alla mobilità, che però rischia di tornare ad esplodere nel corso del 2021 complice l’impoverimento generalizzato della popolazione.
Intanto quello che conta è il dato che confuta l’allarmismo e la retorica dell’insicurezza, cavalcato dai vari “impresari” politici della paura: nel 2019 le rapine denunciate alle Forze di Polizia sono state 24.276, pari ad un calo del 14,6% rispetto al 2018. Il dato conferma dunque il positivo trend decrescente degli ultimi anni.
Rispetto al 2018 e rapine in pubblica via sono diminuite del 17%, negli esercizi commerciali del 12,1%, in abitazione del 13,6%, in tabaccheria del 25,2%, agli uffici postali del 29%.
Aumentano invece le rapine in farmacia, 8%, ai distributori di carburante, 19,4% e in banca, del 3%.
Dalla ricerca si scopre poi che il 35% delle rapine in banca fallisce, e l’ammontare medio per evento è superiore ai 36 mila euro. Seguono le rapine alle tabaccherie per le quali è stato
registrato un deciso incremento rispetto allo scorso anno (da quasi 5 mila euro a oltre 15
mila euro), le rapine agli uffici postali con un ammontare medio superiore agli 11 mila
euro.
Cuore della ricerca, e del confronto tra regioni e province, è quello relativo all’indice di rischio, che calcola complessivamente il numero di rapine in banca, negli uffici postali, nelle tabaccherie e nelle farmacie ogni cento attività.
La media nazionale è di 1,2 rapine ogni 100 punti operativi, e nella classifica a spiccare è la Sicilia con un indice pari a 2,6, a seguire Lazio e in Puglia (2,1), Campania (1,8), Lombardia (1,5) ed Emilia-Romagna (1,2).
L’Abruzzo lo troviamo in ottava posizione assieme alla Toscana con 0,8 rapine ogni cento attività.
Seguono poi Piemonte e Marche (0,7), Basilicata Ligura e Molise, (0,6), Calabria (0,5), Veneto e Sardegna (0,4), Umbria (0,3), Friuli-Venezia Giulia (0,2), Trentino Alto Adige (0,1) e la Val d’Aosta, isola felice, con zero rapine.
Scendendo nel dettaglio, in Abruzzo l’indice di rischio di 0,8 è dato dalla media di questi singoli dati: 0,2 rapine ogni cento tabaccherie, percentuale che vale il poco invidiabile quinto posto in Italia su 20 regioni.
E ancora 1,1 rapine ogni cento banche, (11esimo posto), 1,3 rapine ogni 100 uffici postali, (ottavo posto) e 2 rapine ogni cento farmacie, (ottavo posto).
Si scopre poi che ad alzare la media regionale viene alzata in particolare dalla provincia di Pescara con un indice di rischio di 1,6, risultato da decima posizione in una classifica che vede in testa la provincia di Catania (5,2), seguita da Palermo (4,3), Milano (3,5), Roma (3,1) e Napoli (3,0).
C’è poi il dato relativo ai furti e alle rapine ai danni dei cittadini: in Italia nel 2019 sono stati commessi 1.071.776 furti e 24.276 rapine; si è pertanto registrato un sostanziale decremento, rispettivamente, del 10,1% e del 14,6% rispetto all’anno 2018.
La media italiana è di 1.769 furti e rapine ogni 100mila abitanti.
In pole in termini numerici è il Lazio 2.428 furti, l’Emilia Romagna, 2.339, Toscana, 2.211, Lombardia 2.204 L’Abruzzo è 15esima in Italia, con “soli” 1.106 furti.
Per quanto riguarda le rapine, la media è di 40 ogni 100mila abitanti. L’Abruzzo è 13esimo in Italia con 20 rapine.
In vetta c’è la Campania con 83 rapine seguita da Lazio e Lombardia con 50.
Infine nel 2019 è proseguito il calo delle rapine negli esercizi commerciali che sono state 3.691, il valore più basso dell’ultimo decennio, pari ad un decremento del 12,1% rispetto all’anno precedente.
In Abruzzo si è registrato un decremento incoraggiante 27,9%






