L’AQUILA – Il caso dei ritardi nei pagamenti dei contributi di autonoma sistemazione (Cas) a Cagnano Amiterno (L’Aquila) è esploso in seguito all’irruzione violenta negli uffici comunali di un cittadino romeno, residente nel piccolo centro dell’Aquilano, denunciato in stato di libertà alla procura della Repubblica del capoluogo per interruzione di pubblico servizio e minaccia.
A gettare benzina sul fuoco e a far sbottare il sindaco del posto, Donato Circi, è stato il commento di un utente sulla pagina Facebook di AbruzzoWeb, lettore che si è chiesto perché i carabinieri “non hanno deferito gli impiegati visto che è più di un anno che a Cagnano non si eroga il cas agli aventi diritto?”.
“Ma di cosa stiamo parlando?”, si domanda a sua volta un inferocito Circi al telefono con questo giornale.
“Questo signore non si è chiesto perché i pagamenti del Cas sono bloccati – spiega il sindaco – allora tocca a me chiarire come stanno le cose. Il nostro Comune ha sollecitato più volte l’erogazione dei fondi, oltre ad aver fatto regolare rendicontazione. Ma se in cassa non arriva nulla, non possiamo pagare”.
“Dall’Ufficio coordinamento ricostruzione (Ucr) – continua il sindaco – ci è stata promessa l’erogazione di quanto dovuto per la prossima settimana. Non dipende dalla nostra volontà, ma dai fondi trasferiti dal commissario”.
Circi non si stupisce del fatto che a soffrire sia un piccolo Comune del “cratere”. In pratica, deve ricredersi chi pensava che soltanto L’Aquila fosse ‘schiava’ delle grandi problematiche post-sisma legate alle dimensioni della città e ai danni subìti rispetto ai piccolo centri.
“La mia opinione è che i problemi sono uguali per tutti – è il pensiero del sindaco di Cagnano – fatte, ovviamente, le debite proporzioni. In questa storia è bene che si capisca un concetto già espresso: i fondi, se ci sono, vengono erogati. Dipendesse da noi, pagheremmo tutto e subito”.
Circi ha colto l’occasione per lanciare un invito al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: “voglio dire al primo cittadino che è arrivata l’ora di smetterla di litigare fra poveri. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare tutti insieme per il bene del ‘cratere’, ne sono convinto. A lui ho detto più volte che se a Roma nel 2010 si fossero presentati 56 sindaci del ‘cratere’, tutti con la fascia tricolore, le cose sarebbero andate diversamente”.
Da parte del sindaco è arrivata anche una breve analisi circa la situazione delle ristrutturazioni degli aggregati.
“L’errore commesso sugli aggregati è enorme. Un modello in cui il progettista ha interesse che il progetto costi il più possibile, il proprietario idem e l’amministratore senza fare nulla può prendere anche il due per cento sulla somma erogata, può portare a spendere soldi che invece potrebbero essere usati per qualcosa di realmente produttivo”, assicura.
“Ce ne sono troppe di cose che non vanno – conclude Circi – come il pagamento dell’addizionale regionale sul gas, più si consuma, più si paga. Io credo che andrebbe tolta, o ridimensionata. Si potrebbe, ad esempio, pagare fino a 500 metri cubi come un cittadino di Pescara. Così, invece, si continua a sovvenzionare la Regione e a non aiutare chi è in difficoltà”.



